Cultura
Bellezze al bagno e Altro-Viola
 
di Marica Recchiuti
 
“Sono il mondo attorno a me visto attraverso le mie mani in un segno che cambia a seconda del tempo che sento addosso, fermato poi su di un foglio… ovunque vada”. Queste sono le parole con cui Viola Di Massimo introduce i suoi disegni. E aggiunge: “il disegno è fondamentale per una continua ricerca del "segno" capace di renderti riconoscibile. È intuizione della forma che diviene viva attraverso un impeto capace di fermare il momento percepito. In pochi minuti la forza della pressione, i gesti, l'idea, l'intuito, creano un fermo immagine ironico/drammatico di un vissuto soggettivo”. Sono le frasi con cui l’artista descrive l’arte che si afferma e riafferma attraverso la gestualità. Il segno di cui ci parla Viola è impeto e passione, in pittura “emotion e relax”, quasi ad intervalli, perché l’artista segue i propri stati d’animo ascendenti e discendenti: suona la tastiera infinita dell’anima. “Mi chiedi delle "Bellezze al bagno" o dei miei improbabili "autoritratti"?-ci interroga divertita- “sono solo le varie percezioni che ho degli altri e di me, e cambiano in continuazione a seconda di come sono capace di vedere, di come sono capace di sentire o sintetizzare nel momento, la figura”. Si, non possiamo che chiedere a Viola di illustrarci le sue “Bellezze al bagno”, dopo esserci occupati (circa un anno fa, vedi “Nel mondo di Viola” nella sezione: “Interviste”) del suo mondo/ della sua pittura. Agosto è l’occasione migliore per esplorare i suoi disegni attraverso il tema (estivo) trattato, contenente il mix energetico della sua mano: la fluida “gestualità” dell’incedere, il definito chiaroscuro e il marcato tratteggio. Autoritratti improbabili, bizzarrie, guanti neri, carte da gioco e sottili omini sono ricorrenti nelle sue composizioni. Il segno di Viola è forte, netto nel delimitare gli spazi, questo emerge nei volti o nei corpi rappresentati in cui lo spazio di confine tra la figura e il fondale bianco viene trattato a matita e slitta, calca e sintetizza per autoevidenziarsi. La personalità dell’artista è definita, l’impronta non sfuma senza prima aver conquistato la materia imprimendo corpo attraverso la grafite.


Le figure sono ornate da una vistosa chioma, i ricci conferiscono movimento ed insieme vitalità. Il volto in primo piano colto tra la riflessività ed un moto di stupore riporta zone che in scultura possiamo definire di “pieni e vuoti”. Pieno e vuoto è lo spazio: la fronte, il naso e il decoltè sono permeati da una luce che si estende a fasce mentre le altre zone presentano un tratteggio vistoso, deciso e solido. Il collo riporta la volontà di incidere e sfumare la superficie/ estensione spaziale, rimarcare scurendo la zona del collo significa accentuare l’interesse per il volto. Il collo in questo modo si erge a piedistallo, sorregge la composizione e ne conferisce la nitida interezza che la caratterizza. Nelle Bellezze al bagno risalta la fluidità del gesto dell’artista, il tema è trattato con grande ironia ma non manca il calore, unito all’interesse verso la cura del dettaglio. La targhetta del retro di un bikini, i festosi ricami di un pareo, l’espressione un po’ assonnata di un uomo con gli occhiali, istintivamente sono presenza implicita-dote dell’artista, quel suo saper cogliere il “climax” di un caldo pomeriggio trascorso in una spiaggia tra bagnanti “forse troppo simili a noi” per poterli leggere come attori sociali distanti, come dei ritratti estrapolati in “chissà quale luogo”(sintonia o filosofia dell’apparire?). Viola è poesia, ritmo, alchimia di sostanze, rapidità unita alla morbidezza del segno. Viola “impressiona” la realtà con la velocità di un gesto scaturito da una lunga ricerca (consapevolezza). Le sue “Bellezze al bagno” sono persone comuni che “vivono la spiaggia”, nessun richiamo alle modelle o al tipo di bellezza propagandata da pubblicità e affissioni. Una grande affettività emerge dal modo di trattare insieme un tema fresco e informale. L’ironia non teme il confronto con il calore e l’affettività vibra lasciando dedurre la simpatia di Viola o la sua tacita approvazione verso gli umori e la libertà dei soggetti prescelti e rappresentati. Trapela su carta il sentimento di un artista che osserva e ama il corpo in quanto “detentore di un vissuto, di un’esperienza” non come soggetto/ oggetto culturale estetico.



L’arte ama “il Bello” in quanto espressione di un’armonia “bilanciamento delle spinte/ dei contrari”, basti pensare al David di Michelangelo Buonarroti (1504). Ma l’Arte ama anche il suo “Sublime” (l’urlo di Munch/ la tempesta di Turner) e il dinamismo del dettaglio, la rifinitura delle forme, il tracciato metamorfico e l’ellissi (Viola Di Massimo). Ogni disegno di Viola racchiude più sentimenti, l’ironia non dissacra, intensifica la partecipazione alla scena/ quasi una “vignetta satirica”, richiamo alla battuta consumata tra amici o all’autoironia complice di se stessi. Concludendo: Viola descrive ciò che ama o le appartiene e nel farlo denota una certa poesia.
 
(13.08.2007)


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Contributi presenti

23/08/2007 12.57.09 Giuseppe Salerno.:
E' sempre difficile scrivere di chi già con tanta capacità scrive di se stessa attraverso tanto il segno pittorico che quello delle lettere. Questo è indibbiamente un bel pezzo che si inserisce morbidamente nel mondo di Viola

23/08/2007 13.01.28 Marco Bernardi:
Brava Viola, splendidi i tuoi disegni!

23/08/2007 19.39.15 Giovanni:
Viole è così come si vede nei suoi disegni e nelle sue splendide pitture...è un'onda di emozioni colorate, sempre in movimento e mai uguali a se stesse, epr quanto ci possano essere tratti che identificano senza dubbio l'artista....sono onorato di averla conosciuta e di avere avuto l'opportunità di vedere la sua "splendida bottega dei capolavori".

 
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