Cultura
La rotta dei Fenici
 
di Adriana Domeniconi
 

Grande civiltà quella dei Fenici. Si pensa subito all’invenzione della scrittura fonetica e al vetro, ma il loro merito principale è di aver globalizzato il Mediterraneo, realizzando una fitta rete di traffici che lo percorrevano da un capo all’altro, costituendo così una prima griglia interculturale fra i popoli che si affacciavano alle sue rive. Con intensi scambi di manufatti, idee e scoperte, i Fenici  contribuirono alla creazione di una koinè, “comunanza” culturale mediterranea. Un popolo di straordinario ingegno che navigava orientandosi con la guida dell’Orsa minore (la Stella Polare), che significativamente i Greci chiamavano “stella fenicia”.  In questo contesto di grande fascinano  si inserisce ”La Rotta dei Fenici” , uno degli itinerari culturali e turistici  riconosciuti dal Consiglio d’Europa. Scelto come progetto pilota del turismo culturale già dal 2005, comprende 18 Paesi del Mediterraneo e 80 città di origine e  cultura fenicio-punica ubicate in tre continenti ed è considerato  l’Itinerario dell’Interculturalità Mediterranea. Per Rotta dei Fenici si intende perciò la connessione delle grandi direttrici nautiche che, dal XII secolo a.C., furono utilizzate da questo popolo quali fondamentali vie commerciali e culturali nel Mediterraneo.  Così tali rotte sono divenute parte integrante e fondante della cultura dei popoli che abitano il” Mare Nostrum” (“Nel suo paesaggio fisico come in quello umano il Mediterraneo si presenta come una immagine coerente, come un sistema dove tutto si fonde e si ricompone in unità originale. Tutto ciò resta incomprensibile se non preso nel suo insieme”, Fernand Braudel). Il Mediterraneo è molte cose allo stesso tempo .Non  un paesaggio ma molteplici paesaggi. .Non un mare ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà ma diverse civiltà sovrapposte le une alle altre. Viaggiare nel Mediterraneo è immergersi nella profondità dei secoli. E’ incontrare cose molto antiche, ancora vive, a fianco di altre ultramoderne.  Tutto ciò perché il Mediterraneo è un crocevia antichissimo, ove tutto è confluito al suo interno,  arricchendone  la storia La Rotta dei Fenici può essere definito un laboratorio permanente che aggrega sotto un unico marchio diversi attori (tour operator, enti, musei, reti di siti archeologici, università, organizzazioni pubbliche e private) che  valorizzano il patrimonio culturale del Mediterraneo in diverse forme: dal mare al territorio, dalla gastronomia all’archeologia attraverso la collaborazione delle città, dei partners e delle istituzioni. Così le città dei Fenici diventano le tappe di un viaggio lungo tutte le coste del nostro mare, attraverso cui scambiare oggetti, conoscenze ed esperienze. Attraverso questo meraviglioso progetto “La Rotta dei Fenici” non promuove  solo tutela e conservazione, ma una rinnovata produzione di cultura, con l’intento di abituare le comunità e i giovani al senso del bello, del profondo. Allora l’Itinerario diventa uno strumento per facilitare l’accesso al patrimonio, per far incontrare il viaggiatore non solo con il luogo ma anche con la comunità locale, per vedere il “paesaggio vivente”, per capire il cosiddetto “genius loci”. “Il viaggiatore, non soggetto passivo ma protagonista,  deve trovare in ogni parte della Rotta dei Fenici porte aperte alla conoscenza dei luoghi e delle persone, amici che lo accompagnino alla scoperta dei particolari (non più guide ma mediatori territoriali, secondo la terminologia proposta dall’Unesco), in un viaggio che non è solo nello spazio ma anche nel tempo, in quanto ogni cosa che esiste oggi ha un perchè antico quanto la sua origine. La Rotta dei Fenici collabora con numerosi corsi di laurea, master ed enti di formazione, ospita tirocini e seminari tematici nei Centri di Pedagogia del Patrimonio che si stanno aprendo nei vari siti del Mediterraneo .Tra i nuovi percorsi una novità assoluta è presentata dal documentario storico in 3 D “Il cammino di Annibale”, un itinerario sulle orme del condottiero cartaginese realizzato dal Comune di Tuoro sul Trasimeno. Esistono altri sette percorsi di “archeotrekking”in cui la passeggiata a piedi non è più solo sport ma diventa arte, cultura, riscoperta di luoghi e popoli antichi. E’il caso di Selinunte, con 9 km di trekking archeologico tra le rovine dell’antica città greco-fenicio-punica. In virtù di tutto ciò è stato stipulato un accordo con il MIBAC, fatto significativo perché è la prima volta che un ministero ratifica un’intesa con un’organizzazione di territori per valorizzare il patrimonio archeologico-culturale legato ad un tema specifico come i Fenicio-Punici nel Mediterraneo.   Il prossimo appuntamento importante  è il V Dialogo Euromediterraneo sulla Rotta dei Fenici (marzo 2010) organizzato dal Ministero della Cultura francese, quale esempio di turismo che  favorisce la conoscenza tra i popoli.  

 
(12.12.2009)


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