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LA BOCCA DELL’INFERNO
la Peppa.
 

Non tutti sanno che a Roma, in una piccola piazza tra Via Giulia e Corso Vittorio, proprio a ridosso del Tevere, tanti e tanti anni fa c’era la Bocca dell’Inferno.
Proprio così: la Bocca dell’Inferno.
Secondo un’antica credenza, al centro dell’attuale Piazza dell’Oro c’era una grotta dalla quale uscivano vapori solforosi, tanto che i romani dell’epoca credevano che si trattasse della Bocca dell’inferno e non osavano avvicinarsi.
Il luogo veniva detto “Tarentum” e vi si svolgevano complicati riti agli Dei degli inferi che venivano ripetuti ogni cento anni e per questo erano chiamati “Ludi Saeculares”.
Si ha notizia della celebrazione di queste cerimonia all’epoca dell’imperatore Augusto, intorno al 17 d. C., quando dei sacerdoti vestiti di nero sacrificarono animali per tre giorni e tre notti di seguito.
La festa si concluse con un coro formato da 27 fanciulle ed altrettanti giovani che intonarono il “Carmen Saeculare”, composto nientemeno che da Orazio, davanti al tempio di Apollo Palatino.
Oggi i macabri rituali non si celebrano più e viene da sorridere al pensiero che in una delle più deliziose piazzette del centro di Roma, si potessero celebrare riti propiziatori in prossimità di un antro infernale.
Per fortuna, al posto della bocca dell’inferno oggi c’è la splendida chiesa di S. Giovanni dei Fiorentini, iniziata al tempo del papa Leone X Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico, e terminata nel XVIII secolo ad opera dell’architetto Alessandro Galilei.
Sarà stato un caso che La Bocca dell’Inferno venisse “chiusa” da una chiesa?
A Roma, come si sa, tutto è possibile, ma noi non lo sappiamo.
Sappiamo, invece, che oggi i romani possono tranquillamente andare a passeggiare da quelle parti, perché l’orrenda bocca infernale non c’è più e non si respirano più  miasmi sulfurei.
Al contrario, si respira il ponentino sospinto dai secolari platani del Lungotevere e la piazzetta può essere il punto di partenza per inoltrarsi nella magia del reticolo di viuzze che si intersecano e si incrociano attorno all’austera ed affascinante Via Giulia e possono godere della bellezza di uno degli angoli più suggestivi di Roma.



 
(13.01.2010)


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Contributi presenti

13/01/2010 17.12.41 luigi:
Stuzzicato nella curiosità ho appreso che "La chiesa è famosa anche per il fatto che al suo interno è possibile l'ingresso degli animali" - precluso altrove - e che vi è, anche, sepolto colui che fu Onofrio del Grillo, il Marchese reso famoso da un superbo Alberto Sordi. Grazie Peppa.

13/01/2010 19.21.43 serena:
Davvero bello questa presentazione, a cavallo tra leggenda e storia. Il signor Luigi ha ragione, é proprio così

14/01/2010 8.33.34 saverio:
Non sapevo degli animali a S. Giovanni dei Fiorentini e credevo che questa tradizione ci fosse solo nella chiesa di S. Antonio. Ne prendo atto e vado a verificare le mie conoscenze che purtroppo sono assai modeste. La ricostruzione fatta dall'autrice é molto piacevole e gustosa. Mia moglie, che non é italiana, si é divertita pensando alla bocca dell'inferno a poche centinaia di metri da s. Pietro, la bocca del paradiso.

 
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