Attualitą
LA GRANDE MEMORIA
|
di Guido Albertelli
|
| |
 Oggi il mondo ricorderà. Il più triste dei ricordi è quello della Shoah, la tragedia simbolo della violenza su un popolo innocente. Ieri, in una scuola nella quale la ricordavo agli studenti, un’alunna, guardando un filmato su Auschwizt, è stata colta da un pianto irrefrenabile. Anche i giovani hanno un cuore sensibile.
Sono passati oltre sessant’anni da quell’avvenimento e non esiste possibilità di negazione ne validità di revisione. Ai tempi dell’accaduto molti furono coloro che sapendo furono indifferenti o fecero finta di non sapere e molti Stati in guerra non reagirono a quegli orrori indicibili. Anche il Papa del tempo non fece suonare per protesta tutte le campane delle Chiese di Roma per far sentire al mondo il proprio sdegno ma scelse la via di un silenzio che giustamente gli ebrei non possono perdonare.
Molti degli scampati dai luoghi di sterminio non vogliono parlare ma il dolore indelebile si vede nei loro occhi. Uno di questi, sollecitato da me a dire qualcosa, si scoprì il braccio e mi disse “Vede questo numero,
è inferiore di uno a quello di mio padre e maggiore di uno rispetto a quello di mio fratello. Questi due numeri non esistono più. Sono volati su dal camino”. E’ per questo che non si può non voler bene agli ebrei che hanno sofferto per noi.
Desidero ricordare in questo sereno giorno di purificazione morale anche gli avversari del nazifascismo che morirono nei lager, nelle carceri, al confino, in esilio e sulle montagne. Essi avevano scelto una lotta per la libertà quasi impossibile. Si erano dedicati di fatto alla morte e non l’avevano subita come gli ebrei. La violenza li ha accomunati.
Tutto dobbiamo a quello che eravamo. Chi non ha radici e tradizioni nella difficile società di oggi è leggero nel vento che verrà.
|
| |
(27.01.2010)
|
Inserisci il tuo commento
L'Associazione si riserva il diritto di non pubblicare i messaggi ritenuti offensivi o non conformi allo spirito del sito. L'Associazione, nel rispetto del proprio spirito, darą spazio alla voce di tutti; gli autori dei singoli commenti si assumono in via esclusiva tutte le responsabilitą civili e penali conseguenti che non corrispondono alla veridicitą dei fatti affermati.
Contributi presenti 27/01/2010 21.43.19 perumassi: nel giorno della "MEMORIA" ricordiamo anche due "grandi" padri della Patria che hanno sottoscritto il Manifesto della Razza: Amintore fanfani e Gaetano azzarita ex presidente del Tribunale della Razza. Non dimentichiamo neppure dell'on.Taviani che ha autorizzato l'ARMADIO DELLA VERGOGNA! Questi sono i reali padri di questa repubblica (delle banane in c...)! 28/01/2010 8.02.11 luigi: Atrocità talvolta inenarrabili, per qualità e quantità; il massimo - di più non si può - della barbarie umana.
Purché la memoria lavori a 360° e lasci spazi di ricordi anche a tutti gli altri popoli, e specificità all'interno di questi, che hanno subìto pari sorte; anche facendo compagnia agli umani di religione ebrea sterminati durante la Seconda Guerra Mondiale.
Mi richiamo agli zingari, agli omosessuali, per esempio e, per il passato più remoto, agli Indiani d'America.
Per il presente non c'è che l'imbarazzo della scelta, per esempio in Africa.
Ecco; che il 27 di gennaio sia giorno della memoria e di ammonimento a tutto campo e non solo riferito a quelli di concentramento.
Chiedo troppo? 28/01/2010 10.26.42 enzo: Condivido in tutto e per tutto l'analisi e le riflessioni dell'ing. Albertelli di cui conosco personalmente l'onestà e spessore intellettuale, ma proprio perché condivido il suo pensiero mi prendo la libertà di porre un interrogativo che é mio, ma mi é stato anche posto da alcuni ragazzi che ho incontrato in giro per l'Italia.
E' il seguente:
Nessuno può sottrarsi all'obbligo morale della solidarietà agli ebrei per ciò che hanno dovuto subire durante il nazismo, ma anche nel corso dei secoli e nessuno può ignorare l'orrore dei campi di concentramento e le persecuzioni ante e post di quel periodo. La domanda é: perché ancora oggi vi é tanta diffidenza verso gli ebrei e forse anche tanta antipatia?
Cos'é che non funziona nei rapporti tra loro e gli altri e tra gli altri e loro?
Oggi registriamo una corsa di tutti verso le sinagoghe e verso Gerusalemme per portare solidarietà a questo popolo, ma é questo che può far superare le barriere della diffidenza o é (anche) questo che crea disorientamento?
Io non ho una risposta. 28/01/2010 15.39.40 Mauro: Perumassi trascura di dire, credo volutamente, che Fanfani nel 1938 era solo un giovanotto di trenta'anni, brillante e ambizioso, ma poco più che un ragazzo, ed il contesto era quello che era. "Padre della patria" lo é diventato dopo e a buon diritto.
Di Paolo Emilio Taviani,dico solo che il suo nome evoca Resistenza e drmocrazia repubblica (e le banane le lasci stare se proprio non gli piacciono come alimento)
|
|
|
|
|
|
Mimmo Jodice e De Chirico al Palazzo delle Esposizioni. |
| |
 Mimmo Jodice e De Chirico al Palazzo delle Esposizioni.
Due artisti. Due settori diversi per esprimersi. Uno fotografo e l’altro pittore. Due diverse scuole. Ma il tema affrontato nella mostra che li ospita insieme al Palazzo delle Esposizioni (...) |
|
|
|
|
| Erri De Luca, Moena e la montagna |
| |
 La Val di Fassa, cuneo verde incastonato fra boschi di abeti e larici, una fuga di paesi di storia antica, pievi e baite levigate dal tempo e, in alto, sparse fra i monti, le malghe (...) |
|
|
| Dalle regioni |  | Paesi della domenica |
|
|
|
| Eventi | Scopri Roma |
|
|
|
|
|
|
.
.
|
|
|
|