Editoriale
Caccia, condoni e amenità varie
 
di Antonio Mazza
 

  No, il binomio Destra-Ambiente proprio non funziona, salvo lodevoli eccezioni l’una è del tutto incompatibile con l’altra ma, per obiettività, bisogna pur dire che se, dall’altra parte, si è molto più sensibili al problema, non sempre si agisce con coerenza. Certo, resta il fatto che la difesa dell’Ambiente è più patrimonio della Sinistra che della Destra ma, come ho detto, non in senso assoluto e di esempi negativi ce ne sono parecchi. Comunque, se vogliamo parlare in termini di percentuale di rispetto, direi 80% la prima, uno stiracchiato 40% la seconda (e sono benevolo) e, detto questo, passiamo ai problemi sul tappeto.
  La caccia. Sembrava tutto tranquillo dopo il ritiro dello scellerato ddl del senatore Orsi (PdL, ovviamente), quello del fucile ai sedicenni e il tiro a segno nei parchi e riserve nazionali (ma lui, ovviamente, dice che non è così), ed ecco che ci risiamo.



 In Commissione Affari Costituzionali del Senato è passato un emendamento all’art.38 della legge comunitaria sulla caccia, che prevede un prolungamento dell’attività venatoria ben oltre i cinque mesi stabiliti. Si allunga la stagione in base anche a quanto decidono regioni e provincie, una deroga che può essere pericolosa conoscendo la (in)sensibilità ambientale di molti amministratori locali. Occorre sì il parere dell’ISPRA (Istituto superiore di protezione e ricerca ambientale), ma è tutto molto sfumato.
  Il senatore Giacomo Santini (PdL, ovviamente) è l’autore di quest’obbrobrio che ora, dopo essere passato al Senato, affronta il voto della Camera. Ma, per fortuna, oltre alla scontata opposizione di tutta la Sinistra, v’è dissenso anche all’interno della maggioranza, a cominciare dalla Ministra Prestigiacomo, la quale, con fatica, aveva trovato un punto di equilibrio in materia ed ora si vede spiazzata in malo modo.




Sono in molti del PdL contrari alla caccia estesa tutto l’anno, non solo per i danni all’ecosistema ma anche per i riflessi negativi sul turismo (ha ragione la Brambilla). Orsi ed altri suoi colleghi hanno invece il coraggio di parlare di “atteggiamento troppo morbido nei confronti degli ambientalisti” (sic!). Perché non si dice chiaro e tondo che fanno comodo i voti dei cacciatori, una lobby che smuove tre miliardi di euro all’anno?
  Altro giro altra corsa. Nel cosiddetto decreto mille proroghe, anche questo discusso alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, un emendamento prevede la proroga al 31 dicembre 2010 per gli abusi commessi entro il 31 marzo 2003. Firmatari di questo ennesimo tentativo di condono edilizio i senatori Carlo Sasso e Vincenzo Nespoli (PdL, ovviamente), i quali non vogliono sentir parlare di ciò che la loro proposta significa in realtà: un nuovo “benedicite” alla cementificazione selvaggia.



Con questo non dico che dall’altra parte c’è innocenza, tutt’altro, quante giunte di centro sinistra hanno avallato stupri sul territorio pur se, lo ripeto, c’è una bella differenza (vedi le percentuali) fra un modo e l’altro di agire. Anche in questo caso, oltre alla ovvia opposizione degli ambientalisti, v’è dissenso all’interno del PdL, in particolare il senatore Versace. D’altronde uno stilista, abituato al Bello, non può tollerare simili aberrazioni.
  E veniamo all’ultimo caso, che potrebbe portare ad uno scontro politico fra il Ministero dei Beni Culturali ed il Comune di Roma. Abbiamo pubblicato giorni fa, con soddisfazione, la notizia della messa in tutela di torri e casali dell’Agro Romano, una vasta area che interessa il XII Municipio ed oltre. Sud e sud-est, ettari sottratti alla speculazione edilizia, sia per l’integrità del territorio (taluni punti ricordano i quadri dei XXV della campagna Romana), sia per le testimonianze storiche che esso contiene. Ed ecco intervenire il Comune, con ricorso al TAR, per l’edificazione già progettata proprio lì, dove è stato apposto il sigillo ambientale.
 



 Qual è il senso di tutto? Semplice, che in Italia, soprattutto intorno ai grossi agglomerati urbani, non comanda né la Destra né la Sinistra, ma la lobby dei palazzinari, cui poco o nulla interessa di ambiente, storia e quant’altro. Già Roma era uscita malconcia dal Piano Regolatore approvato da Veltroni, pur ventilato come una vittoria ambientalista, ed ora non merita un altro affronto sul territorio. Va bene costruire, se possibile edilizia popolare, cosa della quale siamo scarsetti, ma c’è modo e modo e non si può cementificare basta. Spero che Bondi tenga duro, anche perché ha dalla sua gli ambientalisti (e chissà che non ci sia dissenso anche all’interno del PdL romano).
  In conclusione: ma perché in questo Paese c’è così tanto disamore per le sue bellezze, la sua storia, la sua natura, che lo rendono unico non solo in Europa ma nel mondo intero?




 Altrove sarebbe tutto sotto tutela, in quanto fonte di ricchezza. Solo noi ci ostiniamo a non voler capire. Noi, diciamo meglio una parte di noi che, in nome del Profitto e del Potere (ma, in fondo, le due cose si equivalgono), ha perso completamente il senso delle radici.     

Per la protesta contro l’emendamento all’art.38 consiglio di andare sui siti ambientalisti (il WWF ha aperto un blog in proposito). Per l’Agro Romano il sito di Repubblica, pagine romane, Ministero beni Culturali o la voce Agro Romano. Immagini molto suggestive.
 

 
(29.01.2010)


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