Spettacolo
Otto donne e un mistero al Teatro Ghione
di Ambra Caserta
 

Segreti e inganni dettati da passioni nascoste a scomporre un apparentemente allegro quadretto familiare: una villa splendida e un ambientino benestante, con tanto di cameriere al seguito. Sono otto le donne protagoniste del racconto, ispirato a una commedia di Robert Thomas, e riadattato da Caterina Costantini e Terry D’Alfonso, con le musiche di Rossana Casale; sono donne che si muovono grottescamente tra l’ipocrisia tipicamente borghese dell’”inconfessabile”e l’ardente fuoco del desiderio.
  Ognuna lo fa a modo suo: accanto ad un’inimitabile Sandra Milo, la nonna un po’ cinica e un po’ svampita e a un’eccezionale Caterina Costantini, la madre vanitosa ed egocentrica, agisce il resto della famiglia: Suzon, che dietro la maschera di  figlia maggiore perfetta e giudiziosa camufferà “interessanti” sorprese, Augustine, che racchiuderà il proprio amore clandestino dietro la frigida essenza dell’ ”ancora vergine”, e poi Pierrette, la furba fascinosa, icona di sensualità ed eleganza, Catherine, la piccola peste affamata di libri noir e polizieschi, e infine la servitù: Louise, la giovane cameriera ribelle e passionale, e Chanel, la governante impeccabile, che risponderanno fedelmente allo stereotipo del “maggiordomo” all’interno di ogni giallo. Ed è infatti di un giallo che si tratta: c’è di mezzo un delitto, il delitto dell’unico uomo di casa, intrecciato da “relazioni pericolose” con le donne che lo circondano. Tutta la commedia sarà un ricostruire i potenziali tasselli dell’ omicidio: più che rapportarsi ai gialli alla Agatha Christie, “Otto donne e un mistero” andrebbe letto in chiave totalmente comica. Lo svelamento psicologico dei personaggi rivela “verità” scioccanti ma spassose, evidenziando l’assurdità delle ansie e delle intenzioni umane: ed è proprio un sentimento  puro e limpido come l’amore che mostra il suo lato “deforme”, rendendosi insieme paradossale e tragicomico. Come il precedente e omonimo film di Ozon, la pièce conferma il suo carattere di commedia divertente; non c’è tensione emotiva e il labile insegnamento morale si lega al sarcasmo dei personaggi. Ironicamente viene anche messo a nudo il perbenismo e il puritanesimo dell’”alta società” nell’approccio a temi come l’omosessualità e l’istinto passionale; e poi il saldo valore della fedeltà, tanto declamata quanto impossibile da rispettare. Ed è proprio dietro una fitta rete di tradimenti che si sviluppa la storia, con un alternarsi di confessioni e accuse reciproche, fino a giungere a una conclusione beffarda e derisoria. 
Insieme alle battute squisitamente strampalate alla Sandra Milo, alla graffiante comicità di Caterina Costantini le otto donne accompagneranno la recitazione con brani cantati, non sempre piacevolmente melodici.
Fa da sfondo una scenografia lussureggiante, uno sfarzo che inneggia all’avido attaccamento al denaro, costante della rappresentazione; una realistica ricostruzione di un esemplare salottino abbiente, che rispecchia perfettamente il richiamo ai soldi, il valore al quale le protagoniste rispondono con maggiore fedeltà. A richiamare le atmosfere anni ’50, odorose di benessere e prosperità, sono gli splendidi costumi: lustrini e paillettes per un raffinato ambientino alla francese dai contorni un po’ sciatti.



 

“Otto donne e un mistero” è in scena  fino al 7 febbraio.
 
 Teatro Ghione Via delle Fornaci 37 
Tel. 066372294 info@teatroghione.it
 Orario botteghino: dal martedì al sabato 10,30 –13,00 e 16,00 –19,00 -
Costo biglietti, € 22,00 platea intero, € 18,00 platea ridotto, € 18,00 galleria, galleria ridotto € 16,00 (più 2€ di prevendita).  Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 - domenica ore 17,00

 
(30.01.2010)


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