Politica
Auguri di buon anno, Giustizia!
di Agostino Melillo
 

L'inaugurazione dell'anno giuridico nelle Corti d'Appello si è celebrato, come annunciato, tra le proteste dell'Associazione nazionale magistrati. La manifestazione si è svolta in maniera composta e pacifica. I magistrati, indossando la toga e stringendo in mano la Costituzione, hanno abbandonato l'Aula durante il discorso del rappresentante del Ministero. Un bel segnale per il Governo. Il gesto ha simbolicamente rappresentato il disagio per le iniziative legislative in corso, che rischiano di distruggere la giustizia in Italia, e il forte attaccamento alla funzione giudiziaria e alla Carta costituzionale.
Durante il discorso d'apertura i presidenti delle Corti d'Appello hanno criticato l'operato del Governo in materia giudiziaria ed hanno esposto, dati alla mano, alcuni degli enormi problemi che ostacolano l'esercizio del terzo potere dello Stato. Deficit di risorse, inefficienza dei locali, inadeguatezza degli organici. A Palermo è emersa la mancanza di ben 125 magistrati; il carcere di Potenza contiene 600 detenuti in una struttura che potrebbe ospitarne non oltre i 440.



I magistrati chiedono che sia fatta una riforma del sistema giudiziario in modo da offrire un servizio migliore al cittadino con un iter giudiziario più rapido ed efficace, non che siano mutilati i processi. “In questo modo non si può andare avanti senza riforme della giustizia e con insulti: i magistrati italiani oggi dicono basta” afferma Luca Palamara, presidente dell'Anm. Il GIP Valerio Savio, componente del direttivo dell'Anm del distretto di Roma e Lazio, asserisce che, con l'entrata in vigore del “processo breve”, potrebbero essere soppressi alcuni importanti processi come quello su Lady Asl, che vide coinvolti numerosi politici e funzionari regionali per un danno complessivo di circa 80 milioni di euro ai danni della sanità, e quello sulla maxi-truffa Coop Casa Lazio del 2007.

Al termine delle manifestazioni i dati registrano un'adesione all'iniziativa inferiore alle aspettative. L'Anm si dichiara comunque soddisfatta dell'azione compatta nonostante le “defezioni” (Messina, Reggio Calabria, Catanzaro, gli indipendenti di Napoli, L'Aquila) che il ministro



Alfano attribuisce all'irragionevolezza delle proteste. Marina Moleti, presidente dell'Anm di Messina, ha spiegato le ragioni della mancata uscita dall'aula da parte dei magistrati del suo distretto giudiziario: "Non ci siamo alzati al momento dell'intervento del rappresentante del ministro della Giustizia solo per non dare l'impressione di volerci sottrarre al confronto, ma condividiamo la protesta dell'Anm nazionale".
A L'Aquila la cerimonia si è svolta nell'auditorium della Guardia di Finanza di Coppito in presenza del Ministro della Giustizia Angelino Alfano. Questi ha sottolineato l'indipendenza della magistratura nello svolgimento delle proprie mansioni, sempre, però, al servizio delle leggi emanate dal Parlamento libero, democratico, sovrano ed espressione del popolo italiano. Il Guardasigilli si è detto sgomento per il disappunto dei magistrati sull'operato del Governo ma ha dichiarato (riscuotendo molti applausi) di accogliere le obiezioni mosse.



 Ha annunciato, poi, con tono solenne: “dichiaro aperto l'anno giudiziario”. Il presidente della Corte d'Appello Giovanni Canzio, il quale avrebbe dovuto pronunciare secondo la prassi tali parole, ha puntualmente redarguito con una freddura l'esuberanza del Ministro: "fino a quando non ci sarà una riforma in tal senso, l'apertura dell'anno giudiziario la dichiara il presidente della Corte". La gaffe sarebbe passata di certo inosservata se non fosse capitata in questo momento particolare di tensione.
L'esecutivo e il giudiziario non possono entrare in conflitto se si vuol garantire una società retta e democratica. “Occorre normalizzare il rapporto tra politica e giustizia” afferma il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Nicola Mancino, ma il punto è, alla luce delle ultime iniziative legislative: quanto il Governo desideri agire nell'interesse del cittadino? A 500 metri dall'auditorium di Coppito ha avuto luogo un sit-in organizzato dal Comitato famigliari delle vittime della Casa dello Studente.




 Il Comitato manifesta da tempo per il potenziamento delle Procure e per l'accelerazione dell'iter giudiziario, e contro il “processo breve” La volontà di avere giustizia, la speranza di accertare le responsabilità dei crolli avvenuti, la sfiducia progressiva nelle istituzioni ha indotto loro a formare una nuova associazione per portare alla luce tutte le negligenze che hanno concorso al disastro. Non si comprende quali siano i cittadini i cui diritti il Governo afferma di tutelare.
 

 
(31.10.2010)


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Contributi presenti

31/01/2010 16.21.02 luigi:
Ho notato che il legittimo impedimento non è stato invocato dal Cavaliere per l'udienza davanti al Giudice per la separazione dalla seconda moglie, sig.a Lario; giusto ieri sabato 30/1.

 
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