Politica
Torna il Popolo Viola con un sit-in
A Piazza Santi Apostoli in difesa della Costituzione.
 
di Claudio Palazzi
 

Viola. È colore scelto dagli ultimi “combattenti mediatici”. Le loro “armi”: la protesta, la non violenza e internet. L’ultima battaglia che hanno intrapreso è a difesa della Costituzione Italiana. Il termine Costituzione deriva dal latino “constitutio”, legge di particolare importanza, spesso emanata dall'imperatore. Non è quindi una novità che oggi rivesta il ruolo di legge fondamentale di uno Stato. Il diritto canonico usa il termine per indicare decisioni rilevanti prese dal papa. Sempre il Vaticano possiede una costituzione apostolica per legiferare le regole fondamentali di emanazione papale. Non c’è Stato dal più grande al più piccolo che non abbia bisogno al giorno d’oggi di una Costituzione. Persino gli Stati autoritari necessitano di concederne una, anche noi in passato abbiamo avuto una costituzione ottriata. La Somalia, unico caso di Paese senza Stato, è testimone di numerosi tentativi di emanare costituzioni per sedare il caos causato dalle lotte claniche sin dal 1991. 
Dopo la seconda guerra mondiale la maggior parte dei Paesi che erano stati vittime di governi autoritari si sono dotati di Costituzioni “blindate”, o perlomeno rigide come la nostra, per evitare un’eventuale ricaduta nell’oscuro periodo vissuto sotto l’egemonia del duce. Il fatto che la nostra Costituzione sia rigida implica l’obbligo di un procedimento parlamentare aggravato per la riforma dei suoi contenuti, cioè non basta la normale maggioranza. Inoltre le disposizioni aventi forza di legge in contrasto con la Costituzione vengono rimosse con un procedimento innanzi alla Corte costituzionale.



Per arrivare a questa notevole opera molto sangue è stato versato dalla resistenza e da tutti coloro che hanno lottato per i grandi valori che già i primi articoli evidenziano: i primi tre sostengono la sovranità del popolo, quindi la democrazia, la garanzia dei diritti umani, la pari dignità sociale. Tutto questo è stato approvato dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgato dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947 per infine entrare in vigore il 1° gennaio 1948. Ed ora, cosa accade? Accade che un codice, riconosciuto come la legge fondamentale del nostro ordinamento giuridico, la fonte principale, o superprimaria, da cui deriva la legalità di tutte le altre fonti, viene attaccato da chi dovrebbe rispettare e difendere la Costituzione: il governo. E qual è l’arma del 2010 per far fronte a questi tipi di soprusi? È internet e a capo dei protestatari che usufruiscono di quest’arma c’è il “popolo viola” reduce dal successo del no-Bday.
Emanuele Toscano, uno degli organizzatori del “ popolo viola”, racconta questa nuova protesta di piazza che ha coinvolto attori e politici, ma dove questi ultimi non hanno avuto l’autorizzazione a prendere la parola. “Siamo in piazza, a poco meno di due mesi dal No-Bday per difendere la Costituzione.” dice Emanuele Toscano e continua “Per chiedere che la Costituzione sia applicata e rispettata, anzichè continuamente mortificata, per protestare contro la continua aggressione che sta subendo nel tentativo di favorire interessi particolari di pochi e quindi contro gli interessi di tutti noi, del Paese.



Difendiamo la Costituzione perché nella Costituzione si afferma il valore dell’uguaglianza di fronte alla legge, il che significa che non ci sono e non ci devono essere cittadini considerati al di sopra degli altri e questo indipendentemente dal ruolo che ricoprono nella società. Berlusconi primus inter pares! Lodo Alfano come ennesimo tentativo di saccheggiare la Costituzione e di garantire l’impunità a Berlusconi. Difendiamo la Costituzione perché chiediamo che sia applicato fattivamente l'articolo 1, che garantisce al lavoro il ruolo di costruzione del percorso di affermazione individuale di ciascun cittadino italiano, che interpreta il lavoro non solo come rapporto economico ma come valore che éleva e nobilita le persone. Difendiamo la Costituzione perché chiediamo che sia rispettato il diritto di ognuno, di ogni persona, ad essere riconosciuto per quello che è, indipendentemente dal colore della pelle, dai suoi gusti sessuali o dal proprio credo religioso.



Chiediamo che si risolva l'anomalia informativa italiana, e si liberi l'informazione dal controllo e dal giogo politico che la imbavaglia. Perché l’aggressione alla costituzione è portata avanti principalmente attraverso la mistificazione della realtà e la manipolazione delle informazioni che arrivano al pubblico attraverso i media (principalmente TV e giornali). Noi tutti crediamo che ledere i principi ispiratori della carta costituzionale condannerebbe –più di quanto già stia accadendo- il nostro paese ad andare alla deriva. Il popolo viola è formato da tutti coloro che credono che un cambiamento in questo paese non sia più procrastinabile: e che le dimissioni del presidente del consiglio rappresentino il primo passo verso questo cambiamento. Non l'unico, il primo. La Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza antifascista rimane, ad oltre 60 anni dalla sua emanazione, il principale strumento di garanzia del patto di convivenza civile e l'anticorpo più efficace contro il rischio di nuove derive autoritarie. E' per questo che ad ogni cittadino democratico compete difenderla. Noi siamo tra questi.”.

 
( 01.02.2010)


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