Scopriroma
Piazza Navona: luogo caro ai romani
|
la Peppa.
|
| |
 Piazza Navona fu definita dal Belli “un teatro, una fiera, un’allegria”.
La splendida e scenografica piazza fu destinata fin dall’antichità ad attività sportive. Prima che l’imperatore Domiziano, nell’86 d. C. ne facesse uno stadio, Cesare e poi l’imperatore Augusto l’avevano destinata alla rappresentazione dei ludi ginnici.
Lo stadio di Domiziano era una costruzione in travertino e laterizio, con l’arena lunga 276 metri e larga 54, circondata da gradinate. Tale stadio fu attivo per quattro secoli, accogliendo generazioni di spettatori e di atleti.
Dopo il V secolo per lo stadio iniziò una lenta decadenza, pur continuando ad essere un campo agonale per tutto il Medio Evo.
|
|
|
Fu in quell’epoca che nacque il nome “Navona”, dalla corruzione della parola “agone”.
Nel Medio Evo la piazza conservava ancora al centro una parte dei ruderi del vecchio stadio, ma aveva un aspetto dimesso, circondata com’era da modestissime case, da una chiesina dedicata fin dall’VIII sec. a S. Agnese e con una sola via di uscita dalla parte dov’è adesso la via di Pasquino.
A Piazza Navona avvenivano anche importanti cerimonie sacre e processioni, come quella del SS Sacramento che si svolgeva all’alba della domenica di Pasqua.
Nel 1477 vi si insediò il mercato che prima si trovava nella piazza del Campidoglio e ciò conferì una certa vivacità all’ambiente.
|
|
|
Il mercato era diviso in due parti: una per i cristiani e l’altra per gli ebrei.
Nella piazza c’erano le abitazioni-torri ed erano parecchie, ma alla fine del 500 ne rimasero soltanto tre.
Nel 600 Piazza Navona è stata completamente ristrutturata, acquistando quell’aspetto grandioso e scenografico che oggi noi possiamo ammirare.
Il rinnovamento è dovuto all’intervento di papa Innocenzo X Pamphilj (1644-1655) che si avvalse dell’opera dei migliori artisti del tempo: Bernini, Borromini, Girolamo e Carlo Rainaldi, Pietro da Cortona, ecc.
Il papa fece costruire il palazzo Pamphilj, il Collegio Innocenziano, la Fontana dei Quattro Fiumi e la chiesa di Sant’Agnese, ma nel 600 altri palazzi importanti erano già presenti a piazza Navona: i palazzi Millini, Teofili, Cybo e Rivaldi.
Il Papa Innocenzo X tolse, per tutto il tempo del suo pontificato, il mercato dalla piazza che fu per questo soprannominata “La reggia Pamphilj”. Dopo la morte del papa, nel 1655, il mercato fu ripristinato e durò fino al 1869, quando venne spostato su Campo de’ Fiori.
Col passare dei secoli le attività sportive a Piazza Navona scomparvero per lasciare il posto ad attività ed intrattenimenti vari: Feste Carnevalesche, tornei di vario tipo, l’albero della cuccagna e le giostre del Saracino.
|
|
|
A proposito di queste ultime, restò famosa quella organizzata dal cardinale Antonio Barberini nel carnevale del 1634.
Tra le manifestazioni che raccoglievano più gente, dai signori al popolino, c’erano le “sabatine”: gli spettacoli che si tenevano ogni sabato nel mese di agosto. In quell’occasione Piazza Navona, che al centro era di forma concava, diventava una specie di lago, perché veniva riempita d’acqua e l’allagamento si protraeva fino all’una di notte.
Il divertimento iniziava per la gioia del popolo entusiasta, ammassato come una siepe ondeggiante nelle parti asciutte attorno alla piazza, mentre le case erano parate a festa e dai balconi pendevano splendidi arazzi. In acqua si intersecava il via vai di carrozze dorate, di calessi a forma di gondola e di carrette di vario tipo, il tutto movimentato dalla caduta dei cavalli in acqua, dal lancio delle monete, presto raccattate dai ragazzi, e dal diguazzare di un finto pesce in un diluvio di spruzzi d’acqua, tra le risate matte della gente. Poi i bengala concludevano la serata ed il rintocco della mezzanotte richiamava la gente alle abbondanti cene dette, appunto, sabatine.
|
|
|
Oggi, come ieri, Piazza Navona è una piazza piena di vita che accoglie tutti: poeti improvvisati, pittori e caricaturisti, giocolieri, acrobati, hippy e turisti che vengono ad ammirare la sublime bellezza di una delle piazze più belle del mondo. Ma è nel periodo natalizio che la piazza si riempie di luci, di suoni e di bancarelle di ogni tipo, per la gioia dei bambini, ma anche degli adulti.
Non manca, infine, un tocco di mistero: in certe notti scelte a capriccio da lei stessa, appare su Piazza Navona lo spettro della perfida ed avida Donna Olimpia Pamphili, la Pimpaccia, su un cocchio trainato da cavalli lanciati al galoppo, seguita da uno stuolo di diavoli vocianti.
|
|
|
|
| |
(13.03.2010)
|
Inserisci il tuo commento
L'Associazione si riserva il diritto di non pubblicare i messaggi ritenuti offensivi o non conformi allo spirito del sito. L'Associazione, nel rispetto del proprio spirito, darà spazio alla voce di tutti; gli autori dei singoli commenti si assumono in via esclusiva tutte le responsabilità civili e penali conseguenti che non corrispondono alla veridicità dei fatti affermati.
Contributi presenti 05/02/2010 8.32.59 Gianna Romanello: Bellissimo spaccato storico della Piazza che io conosco bene perché da piccola vi ho abitato nelle vicinanze.
Mio nonno raccontava che accanto alla fontana dei Quattro Fiumi il giovedì parcheggiava un carretto carico di ortaggi che proveniva dalla zona di Fondi e tutte le massaie attorno alla piazza andavano a rifornirsi da lui.
Le immagini pure sono molto belle, complimenti. 05/02/2010 17.12.48 serena: Bella ricostruzione e belle immagini.
Mi piacerebbe sapere qualcosa in più sulle due chiese della Piazza e vi sarei grata se ne parlaste in un prossimo servizio. 06/02/2010 15.28.14 luigi: Posso completare la narrazione con la voce di popolo che circonda la Fontana dei Quattro Fiumi? "Una leggenda, molto popolare ancora ai giorni nostri, è legata alla rivalità tra il Bernini e l'altro grande maestro del barocco, il Borromini. Si crede infatti che la statua del Rio della Plata tenga alzato il braccio nel timore di un crollo della prospiciente Sant'Agnese in Agone e che ugualmente la statua del Nilo si copra il volto per non doverla vedere (in realtà, la statua è coperta da un velo perché quando fu realizzata non si conoscevano ancora le fonti del Nilo). Si tratta di una semplice leggenda, poiché la fontana fu realizzata prima della chiesa, tra il 1648 e il 1651, mentre Sant'Agnese fu iniziata da Borromini non prima del 1652[1].
Sono inoltre tramandate dai cronisti dell'epoca alcuni esempi del carattere giocoso del Bernini: il giorno dell'inaugurazione della fontana, alla presenza di papa Innocenzo X, dopo aver scoperto il suo lavoro tutti rimasero folgorati dalla bellezza delle statue, ma la fontana era priva di acqua. Facendo finta di niente il Bernini raccolse le congratulazioni di tutti compreso il papa, il quale non fece cenno della mancanza per non umiliarlo e, solo quando egli stava facendo girare il corteo pontificio per andarsene un po' a malincuore, il grande scultore fece un cenno e finalmente il suo complice aprì la leva che fece sgorgare le acque, con grande ammirazione e soddisfazione di tutti. Ci sono tramandate anche le parole del papa che disse Cavalier Bernini, con questa vostra piacevolezza ci avete accresciuto di 10 anni di vita!. …”
Coloro che disconoscono il particolare avranno così un motivo in più di curiosità per visitare una piazza bellissima e sostare davanti alla statua sulla quale sembra cadere la chiesa che sta davanti ad essa; ricevendone pari impressione.
Il Belli non si è fatto sfuggire l'occasione di punzecchiare la Chiesa di Roma, dedicando un gustoso sonetto al mercato che colà si teneva di mercoledì. Grazie.
06/02/2010 17.34.33 La Peppa: Sono sicura che il Direttore accoglierà la richiesta di Serena e appena possibile La Voce di tutti pubblicherà il servizio. Grazie per l'interesse con cui ci segue.
|
|
|
|
|
|
Mimmo Jodice e De Chirico al Palazzo delle Esposizioni. |
| |
 Mimmo Jodice e De Chirico al Palazzo delle Esposizioni.
Due artisti. Due settori diversi per esprimersi. Uno fotografo e l’altro pittore. Due diverse scuole. Ma il tema affrontato nella mostra che li ospita insieme al Palazzo delle Esposizioni (...) |
|
|
|
|
| Erri De Luca, Moena e la montagna |
| |
 La Val di Fassa, cuneo verde incastonato fra boschi di abeti e larici, una fuga di paesi di storia antica, pievi e baite levigate dal tempo e, in alto, sparse fra i monti, le malghe (...) |
|
|
| Dalle regioni |  | Paesi della domenica |
|
|
|
| Eventi | Scopri Roma |
|
|
|
|
|
|
.
.
|
|
|
|