Politica
Dove va la Sinistra?
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di Antonio Mazza
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 Bella domanda, indubbiamente, a cui finora la Sinistra stessa non ha saputo dare risposte o, se le ha date, lo ha fatto in maniera piuttosto confusa e un po’ velleitaria. Ma ora, in vista delle prossime scadenze elettorali e, soprattutto, in questo momento di totale deriva del Paese – sociale, politica e culturale – è venuto il tempo di elaborare una strategia d’insieme, una linea programmatica: insomma di dare delle risposte.
E’ questo il senso dell’incontro organizzato da Sinistra Ecologia Libertà e svoltosi al Bibliocaffè Letterario di via Ostiense, una serata all’insegna e nell’auspicio del tornare alla politica come un’esperienza concreta e, soprattutto, partecipata. E, in effetti, la voglia c’è, come dimostrano sia le “primarie”, sia quel senso di ricerca e di novità che viene dalla Puglia, con l’affermazione di Nicky Vendola. Una situazione di movimento nella quale si sono perfettamente inseriti gli ospiti della serata: Massimiliano Smeriglio, Luigi Nieri, Fausto Bertinotti, Claudio Di Berardino.
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Il tema verteva su lavoro e welfare e subito Smeriglio, Assessore alle politiche del lavoro e formazione alla Provincia, ha posto l’accento sul reddito di cittadinanza, cui però, a fronte di una forte domanda, solo una piccola percentuale riesce ad accedervi. Il reddito è l’espressione di una sorta di welfare locale, legato dunque al territorio, per metterlo un po’ al riparo da quella frammentazione in atto nel paese. E tale affermazione si salda a quella di Claudio Di Berardino, segretario CGIL di Roma e Lazio, allorché, parlando di crisi, sostiene che essa più si acuisce più libera egoismi. Ha perfettamente ragione, è in atto una pericolosa spinta centrifuga i cui contraccolpi nel quotidiano rischiano di creare un isolamento progressivo delle varie componenti sociali.
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Una precarietà diffusa sulla quale si è soffermato Luigi Nieri, Assessore al Bilancio della Regione Lazio, parlando di necessità di recupero della qualità della vita che, ovviamente, deve passare per gli individui. Dunque partecipazione, “ripartire dai diritti”, perché solo così è possibile stabilire un punto di partenza per un discorso strutturale, che punti al reintegro di quella base sociale ora in sofferenza. In parole semplici coesione, ed è il senso di tutto il percorso politico di Nieri, che ha sempre puntato ad aggregare, avendo come referente le fasce più deboli. Così la questione del “microcredito”, da lui ideata e promossa, della quale hanno beneficiato piccole e medie imprese del Lazio, nonché famiglie a basso reddito. E la qualità della vita, naturalmente, che ha visto Nieri impegnarsi a fondo per la nascita della CAE, la Città dell’Altra Economia, al Testaccio.
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Anche Fausto Bertinotti, ex leader di Rifondazione Comunista, ha insistito sul tema dell’isolamento e della solitudine – di nuclei sociali come di persone – e si chiede come la Sinistra possa reimpostare una politica volta al collettivo. Occorre davvero una svolta per affrontare i problemi di una società che si sta avvitando su se stessa, perché è sbagliato l’attuale modello di sviluppo capitalistico e non tanto il capitalismo in sé, quanto questo tipo di capitalismo finanziario globalizzato. Ha prodotto e produce una multipolarità nel campo del lavoro, con la risultante dei nuovi schiavi, un sottoproletariato invisibile e spesso demonizzato (la vergogna di Rosarno, ad esempio, con gli extracomunitari che, prima sfruttati e poi costretti alla fuga, vagano per l’Italia, ma nessuno, passato il primo momento di indignazione, sembra più accorgersi di loro. Un fatto che sottolinea anche Nieri).
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Come uscire da questa impasse? Un cambiamento radicale di prospettiva, lavorare insieme per ridare dignità alle idee, costruire un progetto politico alternativo credibile, dove ognuno abbia pari diritti e doveri. Continuare così significa la devastazione delle risorse umane e dell’ambiente che ci circonda e noi dobbiamo ritrovare un punto di equilibrio in questa situazione di crisi della democrazia. E, per conto mio, aggiungerei che bisogna operare soprattutto sul lato culturale, perché tale è la deriva del nostro Paese, il cui imbarbarimento è sì di natura sociopolitica ma, soprattutto, culturale (e non è solo un problema di trash-tv, anche se questa è una delle cause scatenanti). Un nuovo umanesimo, insomma, che non necessariamente deve essere patrimonio della Sinistra bensì sintesi dei valori – laici e non – i quali, fino ad ora, hanno costituito la base del nostro vivere.
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Credo che questa urgenza di una sensibilità nuova per affrontare il futuro, che comporta, di riflesso, un diverso modello di sviluppo, non più incentrato sul profitto fine a se stesso, sia stato un po’ il comun denominatore che ha unito il folto pubblico presente all’incontro. Fra poco ci sono le regionali e la Sinistra Ecologia Libertà si presenta per portare Emma Bonino alla guida della Regione. “Ripartire dai diritti”, semplicemente.
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(16.02.2010)
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Contributi presenti 17/02/2010 8.15.02 luigi: La Sinistra è a Sanremo e non può essere di certo la Bonino a rappresentare gli interessi di quelli della parte politica in questione.
Dispiace che la Bindi non abbia inteso il suo ruolo di Dirigente anche nella veste di sfidante della candidata della Destra, sindacalista sui generis, ed ha evitato le urne per rimanere nella, quasi comoda, posizione di vetta conquistata. 04/03/2010 16.58.38 permas: ma perchè c'è ancora una sinistra?
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