Spettacolo
Il ritorno dei Milagro Acustico
 
di Antonio Mazza
 

   Ritorno alla grande, con un triplo CD dal titolo quanto mai intrigante, “Thermae Atmospherae”,  cofanetto in digipack a 4 ante, di gusto squisitamente liberty. Una sciccheria, lasciatemelo dire, la cui raffinatezza anticipa il contenuto diviso in tre momenti, “Frigidarium”, “Tepidarium”, “Calidarium”.  Le Terme, appunto, il rito antico che si svolgeva in un luogo ampio, dove oltre  alle abluzioni si faceva vita pubblica (pensiamo alle Terme di Caracalla  o di Diocleziano). E, ben conoscendo il “sound” mediterraneo dei Milagro Acustico, è facile intuire come quel clima particolare, di sonorità che si rifrangono nello sciabordìo delle acque, ne evochi l’altro, molto simile, dell’hammam turco (infatti  il triplo è stato inciso parte a Roma e parte ad Instanbul).
  “Aqua evocation”, primo brano, ed è subito un accendersi di riflessi, di echi sottili, di emozioni rattenute che poi si sviluppano nei brani successivi, come “Sogno d’Oriente”, “Rubaiyyat” (le celebri “quartine” di Omar Khayyàm), “The Road to Nishapur”, dove l’atmosfera si fa preziosa. Atmosfera, certo, che nella sequenza del “Tepidarium” diventa al contempo più sanguigna e più rarefatta.



E non v’è contraddizione, perché se brani come “A storia i me patri”, “Siqiliah”, “Iardinu ammucciatu”, “Sanghe meu” riportano al periodo arabo, agli splendori della Trinacria del califfato fatimida (come un altro brano, “Alhambra”, evoca la Spagna araba, Al-Andaluz), pure il modo di parlarne, il linguaggio sonoro, risulta di raccolta ed elegante efficacia espressiva.
    Segue un brano inedito, “The Ashishiyyn”, la setta ismailita degli Assassini, il cui capo, Hassan-i Sabbah, era amico di Omar Khayyàm (un terrorista arroccato sulle montagne: Bob Salmieri lo vede come un Bin Laden ante litteram). E siamo al “Calidarium”, con la rilettura assolutamente acustica di alcuni classici del repertorio Milagro, quali “La Saracena” o “Schiavu d’amuri”. Il senso di sottile incanto comunque non viene mai meno, anzi, si impreziosisce, come in “L’acqua duci”, la III parte di “The Road to Nishapur”, tutto di movimento, “Esekur arkadas”, dalle risonanze festive, lo sgargiante “U Spusaliziu”.



E il sound è quello di sempre, un “melting polt” sonoro, ovvero la riproposizione di quello che una volta era il Mediterraneo, prima via di globalizzazione culturale del mondo antico. E quello che, in fondo, è ancor oggi, in maniera anche drammatica, come dimostra la diaspora dei migranti. L’organico della band. Bob Salmieri, ney, baglama, sax soprano, clarinetto, friscaleddu, percussioni, Patrizia Nasini, voce, Andrea Pullone, chitarra, baglama, Carlo Cossu, violino, Abdallah Mohamed (alla cui memoria è dedicato il lavoro), ney, darbuka, Maurizio Perrone, contrabbasso. In più una trentina di musicisti di vari paesi, Italia ovviamente, e poi Turchia, Egitto, Iran, India, Senegal. Il risultato è un corposo paesaggio sonoro cosmopolita.
  “Come si colloca Thermae Atmospherae nell’àmbito di quella ricerca sulle sonorità mediterranee che i Milagro Acustico portano avanti da quando sono nati, cioè dal 1995? E, ancora, questo triplo CD è da considerarsi come un punto di arrivo o un nuovo punto di partenza?”. E’ la domanda che pongo a Bob Salmieri, che è autore delle musiche di Thermae Atmospherae.




“ Spero, come sempre, che sia un nuovo punto di partenza. Io vengo dal teatro sperimentale (avevo una compagnia a cavallo degli anni ’70-’80) e l’idea di sperimentare nuovi linguaggi e nuove sonorità mi affascina sempre, specie se ciò che si sperimenta ha comunque un legame con il proprio passato, anche ancestrale. Voglio dire che il mio territorio è il Mediterraneo e che, quindi, la mia ricerca avviene tenendo conto di questo”.
“Hai progetti immediati o per il futuro prossimo?”
- Sto già pensando ad un nuovo lavoro solo strumentale dedicato al grande architetto Sinan ma, al momento, sono ancora impigliato nel progetto su Buttitta e Hikmet, che uscirà l’anno prossimo”. 
  Ignazio Buttitta, poeta siciliano, e Nazim Hikmet, poeta turco, due voci della cultura mediterranea. In comune il legame con la propria terra, con le proprie radici: quel senso di appartenenza che da sempre è alla base della ricerca culturale dei Milagro Acustico.



 
(26,02,2010)


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