Attualitą
La magia dei “Pupi”
|
| |
di Antonio Mazza
|
| |
 “Due pezzi di latta con un cuore di carne”. E’ la migliore immagine per definire i Pupi Siciliani, quest’opera antica che l’Unesco, nel 2001, ha aggiunto alla lista dei luoghi italiani dichiarati patrimonio dell’umanità. I Pupi non come bene materiale ma immateriale, appartenenti al patrimonio orale, ed è giusto perché sono un condensato di storia, arte e cultura. Rappresentano, sono la Tradizione, come i famosi “carretti”, ma se questa è purtroppo finita (l’ultimo mastro artigiano è scomparso da poco), non così la memoria dei Pupi, tenacemente portata avanti dalle scuole palermitana e catanese.
Dunque un colorito pezzo di passato proiettato nel nostro inquieto presente, a narrarci di un tempo di avventura e di morte, di senso dell’onore e di pietà, di sentimenti forti delineati in modo schematico, senza sfumature e, proprio per questo, più immediati. Una finzione che, messa in scena dalla “Antica Compagnia Opera dei Pupi della Famiglia Puglisi” di Sortino (Siracusa), ha affascinato il pubblico dell’Auditorium della Basilica di S.Maria degli Angeli (lo spettacolo era organizzato dall’Arciconfraternita di S.Maria Odigitria dei Siciliani di Roma).
L’epopea dei Paladini di Francia, le loro gesta eroiche nella guerra contro i Saraceni, il grande Carlo Magno, il prode Orlando, l’astuto Rinaldo, la Bella Angelica, il “fellone” Gano di Magonza, che tradisce i suoi consegnandoli ai Moreschi.
|
|
|
Ed è tutto un crescendo che culmina nella battaglia di Roncisvalle, dove Orlando combatte strenuamente con la sua celebre durlindana, ma viene ferito a morte. E sulla mattanza finale si chiude la rappresentazione, il pezzo forte che ha coinvolto emotivamente il pubblico, segno che, nonostante oggi siamo più smaliziati (e cinici), le cose semplici continuano ancora a stupirci.
Buon segno, merito indubbiamente dell’abilità dei “pupari”, sia gestuale che orale, l’una consistendo nel manovrare dall’alto Orlando e compagni (impresa impegnativa: altezza 1,40, peso sui 35 kg. Misure minori invece per la scuola palermitana), l’altra nella narrazione d’accompagno, i dialoghi dei personaggi in tutte le loro sfumature drammatiche. E qui c’è molto della nobile ed antica tradizione della Commedia dell’Arte, come mi conferma Ignazio Manlio, il nipote di Ignazio Puglisi che, insieme al figlio Giancarlo e Marco Cannata ha guidato e “sonorizzato”, per così dire, i Pupi (peraltro pregevoli pezzi d’artigianato realizzati da Gianfranco Salonia).
Quella dei Puglisi è davvero una dinastia di pupari, cinque generazioni, con la mitica figura di Don Ignazio in primo piano al quale, allorché dissero che nella sala dove lui rappresentava sarebbe venuto un cinema, non si scompose, che per lui il cinema era solo un’opera dei pupi sul muro. Dopo la guerra l’Italia stava cambiando, grande schermo e poi piccolo schermo si diffusero nei paesi dell’entroterra siciliano, soppiantando la figura del cantastorie ed il “cunto”, la tradizione orale su temi epico-cavallereschi, come nel caso dei Pupi.
|
|
|
Così una storia iniziata alla fine del XVIII secolo, che attingeva alla “Chanson de Geste”, ha rischiato di diventare memoria folkloristica ma, fortunatamente, grazie all’impegno e alla passione dei vari Mancuso, Napoli, Cuticchio, Pasqualino ed altri, la tradizione ha avuto una sua continuità, ora condivisa fra scuola palermitana e scuola catanese.
Nel centro di Roma esiste una stradina che ha nome “Vicolo della Spada d’Orlando”. La leggenda dice che qui il Paladino colpì con la sua spada una roccia che ancora ne porta il segno (in realtà un rudere di tempio romano). Io invece sono propenso a credere che il toponimo derivi dall’esserci qui un tempo un teatrino di Pupi, stabile o itinerante, perché nella Roma papalina erano molto seguite le rappresentazioni con marionette (e la storia dei Paladini di Francia era fra le più richieste dal pubblico). Dunque i Pupi come legame con il passato, con quella Tradizione fatta di tante situazioni, locali e di più ampio respiro, il cui insieme forma la nostra identità. E di questo dobbiamo essere responsabili custodi per coloro che verranno, non dimentichiamolo.
|
|
|
Per maggiori informazioni in materia: www.operadeipupi.it
Visitate anche il sito del Comune di Sortino, ricco di storia (qui è la famosa necropoli protostorica di Pantalica), dove si trova un bel Museo dei Pupi.
|
| |
(21.05.2010)
|
Inserisci il tuo commento
L'Associazione si riserva il diritto di non pubblicare i messaggi ritenuti offensivi o non conformi allo spirito del sito. L'Associazione, nel rispetto del proprio spirito, darą spazio alla voce di tutti; gli autori dei singoli commenti si assumono in via esclusiva tutte le responsabilitą civili e penali conseguenti che non corrispondono alla veridicitą dei fatti affermati.
Contributi presenti Non ci sono ancora commenti!
|
|
|
|
|
|
Mimmo Jodice e De Chirico al Palazzo delle Esposizioni. |
| |
 Mimmo Jodice e De Chirico al Palazzo delle Esposizioni.
Due artisti. Due settori diversi per esprimersi. Uno fotografo e l’altro pittore. Due diverse scuole. Ma il tema affrontato nella mostra che li ospita insieme al Palazzo delle Esposizioni (...) |
|
|
|
|
| Erri De Luca, Moena e la montagna |
| |
 La Val di Fassa, cuneo verde incastonato fra boschi di abeti e larici, una fuga di paesi di storia antica, pievi e baite levigate dal tempo e, in alto, sparse fra i monti, le malghe (...) |
|
|
| Dalle regioni |  | Paesi della domenica |
|
|
|
| Eventi | Scopri Roma |
|
|
|
|
|
|
.
.
|
|
|
|