Attualitą
La storia cambia con la multietnia tedesca.
 
di Claudio Palazzi
 

Multietnica. Multiculturale. Aperta. Sono aggettivi che descrivono una città che fino a 65 anni fa veniva vista come la capitale dell’intolleranza e della crudeltà. Si tratta di Berlino, dove vive il popolo più sorprendente del continente europeo. La storia ci insegna che i tedeschi sono sempre caduti in piedi e sono riusciti tutte le volte a riprendersi da condizioni disastrose o di grande  svantaggio. Basti pensare a come si siano risollevati dal “Diktat” di Versailles o dalla conferenza di Potsdam in cui è stata decretata la spartizione  del territorio tra le potenze occidentali e quelle socialiste.



Lo stereotipo tedesco risente ancora della pessima nomea che si è creata con l’avvento del nazismo. Del resto l’imperdonabile anomalia dei teutonici consiste nel  fatto che, nonostante siano stati guidati per 12 anni da un folle assassino, non abbiano mai intrapreso nessuna eclatante ribellione nei confronti della dittatura del  fuhrer. Non c’è mai stato un fronte partigiano come il nostro italiano, tanto meno una guerra civile per opporsi all’ascesa di Hitler, come invece è avvenuto in Spagna contro il generale Franco nel 1939.



Quindi il tedesco è visto come la persona dura, rigida e neanche troppo simpatica quale si è dimostrata negli anni del nazismo. Ma paragonare questa situazione a quella  attuale sarebbe un grave errore. In Italia, per esempio, al momento, stiamo vivendo dei dejavu della dittatura fascista molto concreti attraverso la proposta di legge chiamata “legge bavaglio” o la mancanza di una regolamentazione sul conflitto d’interessi con il conseguente controllo dell’informazione televisiva da parte di una sola persona, e altro ancora. Questi aspetti,   alquanto discutibili per un paese democratico, non sono presenti nella società tedesca:  in Germania negli ultimi 65 anni non c’è mai stato il benché minimo riavvicinamento al pensiero nazista.


È fondamentale ricordare che l’ultima pesante  prova di forza che la Germania ha dovuto dimostrare di saper superare è da collocare ai  giorni nostri. La divisione tra la Repubblica Federale Tedesca e la Repubblica Democratica Tedesca è durata fino al 1990 e questa agonia ha distrutto il popolo tedesco che però, come sempre, ha mostrato una forza di volontà esemplare, riuscendo in pochi anni a rientrare sulla scena politica ed economica dove svolge un ruolo di protagonista. Anche adesso nei giorni di grande crisi che stiamo vivendo chi ha l’ultima parola nell’area euro è sempre la Merkel.


Non solo nel campo dell’economia e della politica la Germania ha dimostrato di saper risorgere, ma anche in campo etico e comportamentale si è rivelata in grado di effettuare un grande mutamento, abbandonando lo stereotipo del tedesco “antipatico” e razzista. In questi giorni, infatti, si sta svolgendo il Carnevale delle Culture a Berlino per celebrare la multiculturalità e la natura multietnica della capitale. La manifestazione, nata 15 anni fa, si svolge in due giorni di concerti di musica eterogenea e due giorni di street parade con sfilate di carri ognuno rappresentante una specifica cultura presente nella vita berlinese. Si può affermare che i carri che sfilano nella street parade rappresentino gran parte delle culture del pianeta terra.


 Sparsi per il quartiere di Kreuzberg si ammatassano numerosi stand enogastronomici, di artigianato, manifattura, trucchi e maschere. Berlino è divenuta la capitale della multiculturalità e della tolleranza e le due qualità contribuiscono a rendere la città una tra le più piacevoli e vivaci di tutta l’Europa. Attualmente Berlino è considerata anche la “severa” capitale dei paesi appartenenti all’area euro. Questo è dovuto alla sua eccezionale capacità di ripresa economica che ha sempre dimostrato in diverse fasi storiche. La resistenza  del Reichstag a fornire prestiti alla Grecia per evitare il definitivo fallimento dello stato ellenico è dovuta al differente criterio di gestione del sistema fiscale dei due paesi e la sfiducia che i tedeschi mostrano nei confronti di quello greco.


Questo atteggiamento potrebbe derivare dal fatto che, tra le diverse cause  del disastro della Grecia, la principale è l’evasione fiscale operata da più del 40% della popolazione. L’inefficienza della legislazione greca a evitare le frodi fiscali è severamente criticata da una Germania detentrice di un’efficace giurisprudenza a tale riguardo. Berlino ritiene che  dare fondi a chi poi non può garantirne un uso ottimale potrebbe rivelarsi inopportuno, chiede quindi che venga prima rivista la regolamentazione del diritto tributario ellenico.Prima di essere severi con il popolo teutonico per il passato deprecabile bisognerebbe guardare di più al presente. Del resto chi siamo  per  poter criticare altri popoli e  il loro passato, non abbiamo anche noi scheletri  nell’armadio?
 


 
(02.06.2010)


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Contributi presenti

03/06/2010 18.19.11 Daniela:
Bellissimo articolo. Non sapevo si festeggiasse questo Carnevale a Berlino. Motivo in piu' per tornarci. Complimenti all'autore.

09/06/2010 12.45.49 Gino:
mi è venuta voglia di andarci

 
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