Attualitą
Al Quirino contro la legge bavaglio
|
I grandi intellettuali pronti a disubbidire alla censura sull’informazione.
|
| |
di Claudio Palazzi
|
| |
 Cominciamo con una doverosa citazione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria in caso di delitti per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.”.
I tre commi sopra riportati non sono parte di una legge ordinaria, ma costituiscono i capisaldi della tutela della libertà d’espressione in ogni forma e fanno parte dell’articolo 21 della Costituzione Italiana.
La Costituzione Italiana. Come è ben noto, violarla è reato e come è altrettanto noto, le leggi ordinarie emanate dal Parlamento non possono in alcun modo andare in conflitto con essa. Ad oggi possiamo tristemente affermare che gli italiani “abbiano oramai fatto il callo” ai diversi tentativi del governo Berlusconi di aggirare la Costituzione, ma non bisogna mai abbassare la guardia.
La Costituzione Italiana. Quando l’Assemblea Costituente la approvò il 22 dicembre 1947 l’aveva progettata per essere la legge fondamentale e fondativa dello Stato italiano, dando l’etica, la morale e la base dei diritti fondamentali a garanzia dei cittadini. Andare contro di essa vuol dire, quindi, andare contro l’Italia e il popolo italiano.
Al teatro Quirino di Roma si sono svolte le "Letture per la libertà di stampa", organizzate da un centinaio di editori insieme a librai e scrittori. Le letture, fatte dai giornalisti-relatori, prese da scritti personali o citando noti scrittori e (perché no) cantanti, erano tutte centrate sulla libertà di stampa, a denuncia del DDL intercettazioni. La legge bavaglio, così rinominato il vergognoso decreto, essenzialmente priva gli italiani del diritto (sacrosanto) di essere informati. Ma attenzione. Come ci ricorda un grande scrittore e intellettuale come Camilleri presente al convegno, non bisogna fermarsi all’apparenza. “Qui ci stanno fregando”. Sì perché il governo sta minacciando su due fronti, tutt’e due notevolmente allarmanti. Uno è la già citata informazione e l’altro è la giustizia. Togliendo alla magistratura la possibilità di usare come materiale probatorio registrazioni e intercettazioni telefoniche si favorisce estremamente la criminalità organizzata ad operare indisturbata.
L’immoralità ostentata dalla classe dirigente che ci dovrebbe rappresentare è arrivata al punto da presentare una legge che tuteli loro stessi per le beghe che hanno nei confronti la giustizia. Come a dire “lasciateci rubare in pace”. E tutto questo mettendo in gioco la sicurezza di tutti gli italiani (conseguenza diretta del proliferare di mafie e corruzione) e la libertà d’informazione, causa spesso di assoggettamento della massa “ignorante” a qualsiasi forma di autoritarismo.
Al Quirino ha parlato il giurista di fama internazionale Rodotà che, dopo aver espresso soddisfazione per le numerose proteste contro la legge bavaglio, ha rimarcato che è comunque doveroso non dimenticare che il rispetto della privacy rimane un diritto e che solo nei regimi di stampo sovietico non c'era distinzione tra pubblico e privato. Ma è palese, secondo Rodotà, che il governo stia strumentalizzando il discorso sulla necessità di rispettare la privacy degli italiani per far passare un DDL che lede il diritto del cittadino in maniera, forse, ancora peggiore.
Il professor Pace, invece, ha esaminato quello che gli uomini al “potere” non dovrebbero permettersi di esternare avendo essi un forte ascendente nei confronti della popolazione. Per esempio Berlusconi non avrebbe dovuto criticare l’operato di Saviano contro tutte le mafie.
Andrea Camilleri ha letto, con evidente commozione, la lettera che Marchesi, rettore dell’università di Padova, scrisse nel 1943 agli studenti mettendoli in guardia contro il regime fascista; Camilleri ne ha collegato il contenuto al momento storico che stiamo vivendo, augurando “buona fortuna” a chi si oppone all’attuale governo oppressore.
Corrado Augias ha letto "On liberty" di Stuart Mill, mentre Giovanni Sartori ha affermato che l'uomo di oggi conosce solo quello che vede. E che ciò che vede è prettamente quello che viene divulgato dai media. La democrazia attuale, sempre secondo Sartori, si basa sui sondaggi, ma non si preoccupa di accertare se la persona presa come campione sia effettivamente preparata sull’argomento della ricerca. Spesso la televisione invece che informare lo spettatore mira a “rimbambirlo”, ne deriva che ai sondaggi partecipa gente sempre meno preparata che, pur di non fare figuracce, risponde alle domande poste senza conoscere l’argomento e falsando quindi i risultati dell’indagine. Una legge contro l’informazione non farebbe che aggravare questa situazione.
Nadia Urbinati ha letto Tocqueville. Il filosofo francese dichiara che non è possibile trovare una via di mezzo equilibrata tra una libertà di stampa totale e la negazione della stessa. Quindi la libertà di stampa diventa indispensabile alla proclamazione della sovranità del popolo.
Rosetta Loy ha letto il discorso di Pericle agli Ateniesi scritto da Tucidide riguardo la libertà. Questo passo, estremamente attuale, era stato già citato da Polo Rossi e durante una manifestazione del Popolo viola. Ha concluso elencando tre elementi essenziali tra loro correlati: conoscere, sapere, capire.
Marco Travaglio ha letto un articolo di Montanelli del '56 sulla rivolta in Ungheria contro il giogo di Mosca. La classe dirigente dell’epoca, anticomunista, non apprezzò il brano perché, contro ogni aspettativa, non era una critica al comunismo. Secondo l’inviato, gli ungheresi stavano eroicamente combattendo contro una forma di socialismo per appoggiarne un’altra più moderata. Nonostante la “scomodità” del pensiero l’articolo fu pubblicato.
Ergo, stiamo facendo enormi passi indietro. Che direbbe Montanelli? Ma soprattutto che direbbe Tucidide della nostra società?
|
| |
(03.06.2010)
|
Inserisci il tuo commento
L'Associazione si riserva il diritto di non pubblicare i messaggi ritenuti offensivi o non conformi allo spirito del sito. L'Associazione, nel rispetto del proprio spirito, darą spazio alla voce di tutti; gli autori dei singoli commenti si assumono in via esclusiva tutte le responsabilitą civili e penali conseguenti che non corrispondono alla veridicitą dei fatti affermati.
Contributi presenti 10/06/2010 12.18.46 Francesca: Pienamente d'accordo. Oggi stanno votando la fine della democrazia. Vergogna. Spero che tutti i giornalisti, come mi sembra facciano quelli di questa testata, combattano quest'indecenza.
|
|
|
|
|
|
Mimmo Jodice e De Chirico al Palazzo delle Esposizioni. |
| |
 Mimmo Jodice e De Chirico al Palazzo delle Esposizioni.
Due artisti. Due settori diversi per esprimersi. Uno fotografo e l’altro pittore. Due diverse scuole. Ma il tema affrontato nella mostra che li ospita insieme al Palazzo delle Esposizioni (...) |
|
|
|
|
| Erri De Luca, Moena e la montagna |
| |
 La Val di Fassa, cuneo verde incastonato fra boschi di abeti e larici, una fuga di paesi di storia antica, pievi e baite levigate dal tempo e, in alto, sparse fra i monti, le malghe (...) |
|
|
| Dalle regioni |  | Paesi della domenica |
|
|
|
| Eventi | Scopri Roma |
|
|
|
|
|
|
.
.
|
|
|
|