Eventi
TaorminaFilmFest - “Giallo” inedito di Dario Argento
di Domenico Colosi
 

“Il cinema italiano sta morendo lentamente. Non so cosa ci faccio in Italia, probabilmente dovrei prendere altre strade”. E’ un Dario Argento disilluso quello che presenta al 56. Taormina Film Fest il suo ultimo film, “Giallo”, ancora inedito (per problemi sopraggiunti con la produzione americana) seppur realizzato quasi tre anni fa. “Non vedo nulla di innovativo in giro, solo scialbe commedie e film di cassetta: anche i presunti capolavori di questi ultimi anni sarebbero stati solo dei film normali appena un decennio fa”. Il regista romano indica con sicurezza le cinematografie emergenti: ”Ho visto splendidi lavori provenienti dalla Corea, dal Giappone e da Hong Kong, senza dimenticare i grandi maestri americani come George Romero e John Carpenter. Se dovessi indicare un mio erede non avrei dubbi a rintracciarlo in uno dei nuovi registi orientali che frequentano il genere”. E in più: “Mi sembra che l’horror europeo sia entrato in crisi. Basta fare attenzione alle più recenti produzioni francesi: film stereotipati basati principalmente da copie del capostipite americano, “Hostel”. Si osa molto poco e si sperimenta ancor meno: l’horror francese mi sembra più interessato a capitalizzare il più possibile un filone redditizio piuttosto che intento a ricercare nuove soluzioni visive”. Sui suoi nuovi progetti dichiara: “Mi piacerebbe fare un film in 3D. Sono interessato a tutte le innovazioni tecnologiche applicate al cinema, non avrei nessun problema a mettermi in gioco. Per quanto riguarda il remake di “Suspiria”, ho solo ceduto i diritti agli americani, penso che ormai debba essere pronto ma non sono stato coinvolto nel progetto in alcun modo. Negli USA, comunque, mi sono travato sempre molto bene: lì ho girato ultimamente due episodi della serie Masters of Horror, “Jenifer” e “Pelts”, ed ho avvertito molto rispetto e ammirazione per il mio lavoro. Al momento sono impegnato a realizzare una nuova versione del “Dracula” di Bram Stoker”. Durante la lezione di cinema non sono mancate alcune domande sulle scelte artistiche e stilistiche che il regista ha compiuto nella sua lunga carriera: “Non immaginavo che importanza avrebbe assunto l’horror per il mio successo personale. Avevo scritto alcune sceneggiature di diversi generi: un film di guerra, alcuni western, una storia sentimentale. Ad un certo punto della mia carriera avrei voluto realizzare un film sulle Brigate Rosse, ma, dati i modesti risultati di chi ha poi effettivamente lavorato in questa direzione, forse ho fatto bene a desistere”.



 
(19.06.2010)


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