Libri
Guida pratica al sabotaggio dell’esistenza
 
di Ambra Caserta
 

Amore intriso di violenza, preti molesti, insulse fughe allo squallore, per la quanto mai realistica rappresentazione di un mondo che si ritrova allo sfacelo quasi per caso, paradossalmente senza essersi mosso. E’ così che l’autore Roberto Mandracchia dipinge la realtà che ci circonda, quell’esistenza dalla quale l’unica via di scampo pare essere il sabotaggio più estremo. Fa da sfondo una Sicilia arsa di calore e sudiciume, una Sicilia che il giovane scrittore agrigentino conosce bene; Garogenti, simulacro di un eventuale ridente paesino siculo,  colleziona con avidità le sue “assenze rimandate”,  confermandosi un “posacenere colmo di cicche” così come “un’accozzaglia di quinte teatrali” o un triste “libro in cui non succede mai niente”. E’ con intensa ironia che Mandracchia spennella adeguatamente il perfetto quadretto sociale: il catechista avventuroso ma timorato dei suoi alti gerarchi, l’emblematico scemo del villaggio, parte della mobilia del bar, le coppie frustrate ma apparentemente felici; ogni rituale viene smascherato nella sua più infima essenza: così alla processione di San Lacò i portatori del Santo inneggiano a espressioni non del tutto religiose, nella messa funerea tra i pianti sgorga qualche sospirato “Fitusazzo”, e la tanto amata Coca-cola diventa  arma da suicidio. Personaggi tanto assurdi quanto squallidamente consueti: una nonna aspra e sgradevole che gode nell’infastidire figlio e nipote, un caro amico, Gero, che si immola nella scalata sociale metamorfizzandosi, lo “Stricato” che giustifica il suo legittimo ruolo di mafioso, un incerto professore che promette ripetutamente spiegazioni su illustri “eroi” storici. E’ una lente che non nasconde la deformità dell’universo percepibile da un occhio umano più attento del normale: è la visione di uno squallore dilagante, di un mondo in cui ogni cosa è la “parodia grottesca di qualcos’altro”.
Il protagonista necessita di una via d’uscita dalla sua desolazione: un padre “sporco” e sregolato, una madre che nasconde la frustrazione fino a impazzire, un lavoro che fa della reiterazione la sua caratteristica più spiccata, i costanti incontri con un emblematico puparo e poi Marta, quella “che non c’è e non c’è”. Ed è proprio Marta, la ragazza eclettica e disincantata, ad accompagnare le sue giornate, a condividere con lui  ogni tipo di droga e rapirlo nel suo turbine avvolgente. Con Marta il desiderio si materializza con la violenza, l’erotismo è sangue, brutalità e passione: “sei così bella che ti vorrei narcotizzare e mentre dormi aprirti la pancia e tirare fuori tutto. Organi interni, ossa, legamenti. Tutto quanto. E dopo infilarmi dentro, sotto la tua pelle, chiudendola come fosse un sacco a pelo.”  Ai racconti del protagonista si alternano le avventurose parole di Marta, mentre riaffiorano ricordi legati all’infanzia e all’adolescenza che sanno di asprezza e insieme comicità; è un alternarsi di sensazioni, associate a schegge di colori, a lampi e suoni. A smorzare  i racconti di traumi sono spesso immagini non del tutto idilliache ma che insaporiscono con un efficace effetto tragicomico; così come si mostrano efficaci le colorite espressioni sicule e i rimandi a protagonisti del passato.
E di pari passo con le pagine del romanzo cresce anche l’ansia per una scappatoia che si fa sempre più vicina; a poco serve l’oblio dell’eroina, mentre  a nulla servono le aspirazioni artistiche, grottescamente inibite da tre sadici Pirandello, Van Gogh e Keith Moon. “L’angoscia di non cambiare nulla, proprio nulla, di ciò che mi ha sempre assediato. E io ero sempre uguale a me stesso con un piede ancora dentro una scatola che ormai stava andando in fiamme. Ero il calco di un calco di me stesso. Ero come la culla che pur muovendosi restava inchiodata al suolo“. Un romanzo aspro e pungente, una “Guida pratica al sabotaggio dell’esistenza” che ci ricorda come  “La cosa che ci annienta è che non abbiamo ancora vissuto niente e già non ne possiamo più” .



 
(10.07.2010)


Inserisci il tuo commento 

Nome:

Commento:


L'Associazione si riserva il diritto di non pubblicare i messaggi ritenuti offensivi o non conformi allo spirito del sito. L'Associazione, nel rispetto del proprio spirito, darà spazio alla voce di tutti; gli autori dei singoli commenti si assumono in via esclusiva tutte le responsabilità civili e penali conseguenti che non corrispondono alla veridicità dei fatti affermati.

Contributi presenti

Non ci sono ancora commenti!


 
Primo Piano
Pdl e berlusconismo alla deriva.
 
Ci rivedremo a Filippi! Ricordate il “Giulio Cesare” di Shakespeare, quando Bruto,ossessionato dal suo fantasma, lo immagina pronunciare quella frase che, per lui, è pregna di funesti presagi? (...)
 
Editoriali
di Antonio Mazza
 
Gli Speciali della Voce
“La Badessa” di Enzo Movilia
 
Riassunto delle puntate precedenti: Dopo l’incontro a via Palestro con la Badessa, Franco e Luca sono sempre più impegnati a portare avanti il progetto più importante della loro vita, (...)
Approfondimenti
di Enzo Movilia
 

La Voce dell'Arte
Mimmo Jodice e De Chirico al Palazzo delle Esposizioni.
 
Mimmo Jodice e De Chirico al Palazzo delle Esposizioni. Due artisti. Due settori diversi per esprimersi. Uno fotografo e l’altro pittore. Due diverse scuole. Ma il tema affrontato nella mostra che li ospita insieme al Palazzo delle Esposizioni (...)
I più letti
Fermate la Banda Bassotti!
 
 
LE BALENE NON SONO IN VENDITA
 
 
Libri
Erri De Luca, Moena e la montagna
 
La Val di Fassa, cuneo verde incastonato fra boschi di abeti e larici, una fuga di paesi di storia antica, pievi e baite levigate dal tempo e, in alto, sparse fra i monti, le malghe (...)
Dalle regioniPaesi della domenica
 
Calcata: Tofeo internazionale d’arte contemporanea
 
Caprarola e la sua reggia
EventiScopri Roma
 
Il FAI - Maestri Rinascimento italiano.
 
Le chiese di Piazza Navona (1)
.



 
.
 


Altre Notizie
Dall'Archivio
  LEGAMBIENTE- Omicidio sindaco Vassallo
 La magia del cammino di Santiago
  "Gheddafi, Silvio e il Circo Barnum".
 EMERGENZA PAKISTAN
 TESSERA DEL TIFOSO: SCHEDATURA DI MASSA…
Pilo Albertelli, dalla lotta al fascismo alle Fosse Ardeatine
19 luglio 1943: il ricordo di Gaetano Bordoni
Memorie di guerra