Editoriale
Fermate la Banda Bassotti!
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(e la Lega sta a guardare…)
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di Antonio Mazza
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 Perché chiamarla P3? Questa è semplicemente una P2 bis, nuova – e, forse, non ultima, siamo in Italia, paese bizantino per eccellenza – puntata di ciò che fu nei bei tempi avvelenati della Prima Repubblica (ma la Seconda è mai iniziata?), quando si tramava a tutto tondo, creando una sorta di stato parallelo con regole e codici esclusivi. La differenza è che, all’epoca, si parlava un linguaggio da iniziati, fatto di allusioni e rimandi simbolici, mentre ora tutto appare più sbracato e scurrile, segno dei tempi, dove il “bon ton” è ormai fuori catalogo, messo al tappeto da anni e anni di tv spazzatura.
Naturalmente è un gigantesco complotto ordito ai danni di Lui, ma stavolta parlare di “toghe rosse” pare un po’ azzardato, visto che ci sono di mezzo proprio alcuni togati coinvolti, né si può ridurre il tutto a semplice “gossip”, ma credo che Re Silvio lo affermi per riflesso condizionato, in quanto il suo impero mediatico ha proprio il “gossip” quale leit-motiv e, in taluni casi, ne è la struttura portante (quelle insulse rivistine patinate a base di piccanti rivelazioni sui poveri Vip, che alimentano una subcultura purtroppo molto frequentata dall’italiano medio).
Dunque, cerchiamo di capirci qualcosa anche se, leggendo il resoconto delle intercettazioni, non è difficile ricostruire i termini del “complotto”. Sì, stavolta lo è davvero, una guerra per bande proprio all’interno di quel grande progetto di santificazione meglio conosciuto come “Popolo dell’Amore”. In verità si stanno scannando con affetto, vedi il caso Caldoro, e l’obiettivo è penetrare meglio all’interno delle istituzioni per occuparle in maniera definitiva, perché tale sarà se, come da mesi insiste il Monarca, si arriverà all’approvazione della legge-bavaglio. E’ intervenuta addirittura l’ONU a dire che così non va bene e Frattini ha espresso indignazione, cielo, l’Italia è un paese democratico. Sì, sempre più giù nelle classifiche mondiali e non solo per questo (è un declino a tutto campo il nostro ma non si fa molto per uscirne fuori, impastoiati come siamo in un clima da basso impero).
Ricapitolando. Quello gli comprano la casa a sua insaputa, l’altro viene nominato ministro di non si sa cosa, e tenta subito di evitare il processo invocando il legittimo impedimento, un terzo finisce nelle indagini per il G8, con la benedizione della Lega (moralista solo quando c’è di mezzo Roma Ladrona: infatti molti suoi elettori hanno espresso il loro dissenso riguardo la nomina di Brancher) e poi il trio Balducci-Anemone-Fusi, i giochi spericolati di Denis Verdini, il caso Cosentino, la condanna di Dell’Utri, Giacomo Caliendo, eccetera, senza dimenticare i precedenti (Cesare Previti, ad esempio). Tutto, più o meno, con marchio PdL, come risulta da quelle intercettazioni che Re Silvio vorrebbe azzerare. E c’è una data precisa, guarda caso a fine luglio, quando gli italiani se ne vanno in vacanza ed i parlamentari, stremati dalla lunga tenzone politica il cui baricentro è sempre Lui (ma non mi fanno pena, restano sempre dei privilegiati che la finanziaria neanche ha sfiorato), sono decisamente più vulnerabili.
E la Lega? Oltre alle solite cazzate (Roma si alimenta con i soldi padani, in risposta a Totti) sta lì e osserva, che tanto a lei interessa solo il federalismo e perciò appoggia Papi, pronta ad andare alle elezioni se il Governo va in crisi. Tanto rivince Lui, con margine minore ma rivince, sia perché l’italiano medio si è ormai così identificato da fare conglomerato inscindibile, come molti minerali, sia per l’inadeguatezza dell’opposizione E Fini? E’ per la legalità, bene, ma fino a che punto è disposto ad andare per coerenza politica (e morale)? Fino a provocare un sano rimpasto politico? Elezioni anticipate o una sorta di governo di salute pubblica, magari presieduto da Gianni Letta, il cui piglio diplomatico è sempre stato apprezzato dall’altra parte? Bersani parla della necessità di una “riscossa civile” ed ha pienamente ragione, ma guidata da chi, una sinistra la cui incapacità di comunicare ha reso oggettivamente possibile questo sconquasso che si può superare solo con un deciso rinnovamento culturale? Finché non si costruisce un progetto politico alternativo serio (e mi sembra che solo Nichi Vendola si stia impegnando davvero) dovremo tenerci la Banda Bassotti che si fa gli affari suoi (suoi di Lui) in nome dell’Amore, il cancro leghista che divora l’Italia come una novella Vandea e, su tutto e tutti, in un paese telelobotomizzato, Cesare, in gloria Dei (non fu definito “L’Unto del Signore”?).
Hanno scoperto un frammento inedito di Charlie Chaplin, del 1914. Caro Charlot, hai ragione, qui sulla terra, in particolare l’italica terra, sai quell’appendice in mezzo al mare, è tutta una farsa. Ma spesso la farsa finisce in tragedia…
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(17.07.2010)
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Contributi presenti 17/07/2010 22.22.38 Tex.........: Condivido il suo pensiero dott. Mazza. Mi permetto di aggiungere il nome di Flavio Carbone alla sua analisi - uno dei pensionati sfigati - secondo cesare. Per capire il ruolo di Carboni, negli ultimi trent’anni di storia italiana, consiglio di vedere il film " I banchieri di Dio”. Regia di Giuseppe Ferrara e tratto dal romanzo di Mario Almerighi. Film che nonostante sia stato riconosciuto come d'interesse culturale nazionale dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano, in base alla delibera ministeriale del 15 febbraio 2000 in pochi l’anno messo in onda. Il film narra le vicende dello scandalo del Banco Ambrosiano legato soprattutto alla figura di Roberto Calvi. Lo scandalo esplose come un caso intricato e denso di misteri che coinvolse il mondo finanziario milanese, il Vaticano, la loggia massonica P2, i servizi segreti italiani e inglesi, il mondo della politica, la mafia e la camorra.
Il film, infatti, narra nel dettaglio tutti questi legami, cercando di ricostruire gli eventi e gli intrecci, senza dispensare nomi ed episodi. Il film termina con la morte di Calvi sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra, sostenendo apertamente l'ipotesi di omicidio. Per saperne di più: http://it.wikipedia.org/wiki/Flavio_Carboni#Vicende_giudiziarie
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