Come combattere la testa confusa e occhi pesanti
Benessere

Come combattere la testa confusa e occhi pesanti

Ci sono giornate che incominciano male, avvertendo tensione al collo, o testa confusa e occhi pesanti (leggi i consigli del dott. Di Segni). Purtroppo ci sono alcuni malesseri, che posso completamente rovinare una o più giornate.
Quando questi disturbi si presentano è fondamentale capire che origini abbiano per farli passare il prima possibile. Mal di testa, cervicale e dolori al collo possono portare annebbiamento mentale e rendono difficile la vita quotidiana. Spesso se si identifica il motivo si è in grado di guarire anche senza interventi farmacologici.

Check dei sintomi più frequenti

Capita sempre più spesso di provare dolore cervicale, confusione mentale, annebbiamento dei riflessi, oppure nausea. Si provano questi sintomi vivendo un profondo sconforto e senza capire come uscire da questo stato.
Questo tipo di malessere a volte comprende anche forme dolorose, che possono essere causate dalla testa e dal collo.
Tra i sintomi, alcune persone avvertono anche senso di vertigine o sbandamento quando sono in piedi. Gli occhi dolenti e pesanti, come se fossero infiammati. Provoca anche difficoltà di pensiero e poca lucidità mentale. A volte è faticoso anche parlare, per colpa della spossatezza.
Uno dei sintomi più fastidiosi può essere la sensazione di vertigine.
Tutte queste sensazioni o parte di esse, si possono provare a causa di alcune disfunzioni che si strutturano a carico delle vertebre cervicali. Non per forza si deve provare dolore diretto alla cervicale, provare rigidità o fastidio.

Quali sono le cause più frequenti

Ci sono alcune cause che portano più frequentemente ad una sensazione – a volte anche molto persistente – di testa confusa.

La causa principale può risiedere della contrazione muscolare, proprio nella zona cervicale, e che si irradia nella schiena, nelle spalle, fino ad ad arrivare alla mandibola e alla testa.
Alcuni soggetti insieme alla confusione in testa presentano occhi pesanti e senso di sbandamento. Come se fosse iniziato un calo della vista o un lieve annebbiamento. Pur andando a fare una visita oculistica, spesso non si riscontrano problemi evidenti agli occhi. Questo accade perchè gli oculisti di norma non controllano il movimento degli occhi. Questo tipo di osservazione andrebbe fatta per capire se gli occhi si muovono alla stessa velocità. I muscoli oculari infatti a volte possono dare problemi di annebbiamento se si muovono a velocità differenti.
Inoltre questi muscoli sono direttamente collegati alla prima e seconda vertebra cervicale.
In questa zona risiedono connessioni con il cervello, e con l’orecchio, che garantisce l’equilibrio all’essere umano.
Valutare l’andamento oculare, potrebbe svelare il perchè dei propri fastidi.
Anche lo stomaco può incidere sui dolori cervicali.
L’alimentazione errata può creare disturbi rilevanti. La lucidità mentale e le strutture nervose devono essere correttamente alimentate per funzionare al meglio. In caso contrario possono andare in sofferenza.
Per avere un piano alimentare corretto, idoneo per sè, è utile rivolgersi ad un nutrizionista.
Un’altra abitudine che può causare cervicale e confusione mentale, è la cattiva idratazione. Bere, comporta un corretto funzionamento del cervello. Ogni volta che un adulto perde il 2% di idratazione (secondo i dati rilevati dall’Associazione Americana Salute Alimentare) ha una diminuzione della funzionalità muscolare, compreso il cervello.
L’ideale sarebbe bere ogni 30 minuti.
La rigidità cervicale è senza dubbio portata anche dalla colonna cervicale tenuta troppo in tensione.
Questa causa può essere contrastata con delle manipolazioni, per
Cercare di tenere la muscolatura rilassata ed evitare eventuali infiammazioni che come danno collaterale hanno tutti i sintomi sopracitati.
Capire tempestivamente cosa genera la confusione e i dolori alla testa, è fondamentale. La ricerca individuale è in grado di portare ad una soluzione, evitando farmaci, che il più delle volte tamponano sommariamente il disturbo, che potrebbe ripresentarsi poco dopo. Mettersi alla ricerca del proprio malessere è già metà della cura.