Il barbiere: una storia più che millenaria
Costume e società

Il barbiere: una storia più che millenaria

L’uomo ha sempre avuto a che fare con capelli e barba, naturale quindi che il barbiere abbia una storia più che millenaria. Fin da tempi antichissimi l’essere umano ebbe bisogna di tagliare i peli dal viso, mentre l’evoluzione lo portava a vivere in situazioni sempre più organizzate.

A volte, la civilizzazione si accompagnava a una riduzione della lunghezza delle acconciature e dei pizzetti. Basti che pensare che “barbaro”, il nome dato dagli antichi Romani alle popolazioni meno evolute, ha la stessa radice della parola barba.

Eppure proprio grazie alle popolazioni di origine germanica, che attaccarono l’elegante Impero romano, i barbieri ebbero un moto di sviluppo; erano tornate di moda capelli lunghi e barba: a testimonianza la nascita di nuovi portali dedicati agli hairstyle ed alla barbieria come Il Gentiluomo.

Il barbiere nella preistoria

Le origini della professione del barbiere affondano addirittura in epoca paleolitica. Tagliare i capelli era considerata una forma di porta fortuna, per questo l’atto era svolto da personalità importanti nella società, come i sacerdoti.

L’attività del barbiere era considerata di prestigio anche nell’Antico Egitto. Coloro che facevano la barba ai sacerdoti erano personaggi importanti, perché si credeva che radere aiutasse a purificare la persona.

Pr avere i primi saloni da barbiere, bisogna attendere il V secolo avanti Cristo in Grecia.  Da subito fungono come spazi di aggregazione; qui le personalità cittadine si riunivano per parlare di filosofia e politica. In fondo, come accade oggi. Come si dice: il confidente di un uomo non è lo psicologo, ma il barbiere.

Il barbiere nel medioevo: una sorta di “aiuto chirurgo”

Durante il medioevo, il barbiere viene nuovamente a trovarsi legato alla figura del sacerdote, ma in modo diverso. I sacerdoti potevano eseguire piccoli interventi di chirurgia, ed erano supportati dall’abilità manuale dei barbieri. Ma dall’anno 1063 ai sacerdoti venne proibita tale pratica, e così l’attività passo direttamente ai barbieri: con l’esperienza che avevano accumulato, cominciarono a ‘operare’ all’interno dei saloni.

Tra i servizi resi, c’era l’estrazione del sangue e il ‘salasso’, ovvero il prelievo di una importante quantità di sangue per mezzo di sanguisughe. Una procedura che pensavano portasse beneficio alla pressione sanguigna.

·        La nascita del paolo vicino alle insegne dei barbieri

E’ proprio in epoca medioevale che nasce la ancora attuale abitudine di indicare il barbiere con un palo dipinto a spirale con i colori bianco rosso e blu. La tradizione è tipica dei paesi anglosassoni. In origine, in realtà, i colori erano solo due: bianco e rosso. Il bianco era quello dei denti, il rosso quelli del sangue: un modo insomma per indicare che nel locale si prestava anche servizio medico – chirurgico. I barbieri infatti si occupavano anche di estrarre i denti.

Questa attività proseguì fino a metà del ‘700. In Inghilterra per esempio, barbieri e chirurghi appartenevano alla stessa categoria professionale. Poi il progresso della scienza medica creò professionisti sempre più specializzati. Ufficialmente i barbieri smisero definitivamente di prestare opera di salassi ed estrazioni nel 1850, e i barbieri tornarono a occuparsi solo di barba e capelli.

·        L’introduzione del terzo colore nella spirale

Quando l’abitudine di fissare un palo bianco e rosso fuori dal salone sbarcò negli Stati Uniti, venne aggiunto il colore blu. Secondo alcuni è sempre legato all’apparato circolatorio, dato che blu è il colore delle vene. Secondo altri invece, era per un richiamo ai colori della bandiera americana. Il palo era fisso. È diventato girevole in tempi più recenti, a cavallo tra l’800 e il ‘900.

In Italia la diffusione di questa particolare insegna è recente e importata. Non fa parte della trazione, ma è stata presa dal modello americano per quel gusto anni ’50 che richiama l’uomo di stile e curato.