Vincere la paura di parlare in pubblico e trasformarla in piacere per la relazione
Costume e società

Vincere la paura di parlare in pubblico e trasformarla in piacere per la relazione

Quando si trasforma la paura di parlare in pubblico in piacere per la relazione tutto diventa molto più semplice e affrontare un palco non sarà un ostacolo impossibile da superare. Ecco, dunque, che comunicare non provoca disagi o sofferenze, ma si tramuta in un modo per stare bene con gli altri ed esprimere in maniera naturale e sciolta i propri pensieri

Esistono diverse tecniche per liberarsi dalla costante ansia di parlare davanti ad una platea, sia questa piccola o vasta. Ecco tutto quello che bisogna sapere e quali sono i sistemi più efficaci da adottare.

Trasforma la paura di parlare in pubblico in piacere per la relazione: come fare?

Questa è la domanda che si pongono tutti coloro che provano un forte timore di parlare in pubblico. In genere si tratta di soggetti non solo particolarmente timidi o emotivi, ma anche dal carattere apparentemente forte che temono di fare pessime figure, di restare in silenzio, di pronunciare in maniera veloce, troppo lenta e che provano una costante insicurezza di non riuscire a terminare un discorso.

Come si trasforma la paura di parlare in pubblico in piacere per la relazione? Sicuramente iniziando quello che si vuole dire con la massima calma, senza essere troppo frettolosi e precipitosi. Questo darà la possibilità di scaricare la tensione iniziale in modo graduale. Una volta sul palco, pertanto, è necessario fare qualche piccolo passo, respirare profondamente e incominciare con le presentazioni.

Meglio sempre mostrasi come oratori che donano qualcosa al pubblico, piuttosto che impegnati a ricevere consensi. Ecco perché è molto importante stabilire anche un immediato contatto visivo con gli spettatori presenti. Il pubblico merita di essere valorizzato al meglio e un bravo speaker sa quanto sia fondamentale concentrarsi su tutte le persone.

Ad esempio, si può iniziare una frase del discorso guardando una persona, per poi proseguire concentrando lo sguardo su un altro soggetto presente in sala. Questo genere di approccio genera sempre una forte connessione, che la platea non tarderà di certo ad apprezzare.

In che altro modo si trasforma la paura di parlare in pubblico in piacere per la relazione? Ignorando quelli che mandano segni di disappunto, come le persone che incrociano le braccia, solcano le sopracciglia oppure scuotono il capo. Meglio sempre concentrare l’attenzione su quella fetta di pubblico che approva il discorso, con la quale creare sinergia e da cui ricavare maggiore sicurezza.

Parlare in pubblico: altre regole per un sicuro successo

Chi trasforma la paura di parlare in pubblico in piacere per la relazione sa bene che quando bisogna affrontare una platea spesso il battito cardiaco aumenta, la sudorazione alle mani non cessa e si fa persino fatica a respirare. Tutto ciò genera nervosismo e stati di ansia più o meno intensi.

In realtà bisogna sapere che gli spettatori sono più indulgenti e pazienti di quanto si possa immaginare. Sapranno aspettare, comprendere i momenti di pausa e se l’interlocutore si ferma semplicemente per fare un respiro lungo e profondo.

Quando si trasforma la paura di parlare in pubblico in piacere per la relazione non si fa altro che trattare l’ansia in eccitazione positiva, quando in una condizione di piacevole euforia che porta al successo. Tutte quelle sensazioni inizialmente negative, che bloccano e fanno terrore, possono così diventare strumenti di forza per dare il meglio una volta sul palco. Questo modo di guardare alla paura, ma soprattutto di accettarla e accoglierla, può portare a risultati incredibili e inaspettati.

Un buon oratore saprà non solo come iniziare al meglio un discorso, ma anche come finirlo in modo impeccabile per lasciare un buon ricordo al pubblico. Non bisogna quindi dimenticare di ringraziare i presenti in sala per l’attenzione prestata e gli applausi ricevuti. Sembra qualcosa di scontato ma nei fatti non lo è. Spesso, inoltre, non servono grandi discorsi di chiusura e lunghe frasi. Un semplice ‘grazie’ è infatti molto più incisivo di tantissime parole.